Amore
01. Che succede se escludo Dio dalla mia vita di coppia?
“Il vostro amore sarà umano, e da esso vi verranno grandi sofferenze. Infatti, l’amore che è in voi, se non è alimentato in continuo dall’amore di Dio, diventa attaccamento, possesso, gelosia, paura di perdere l’oggetto del desiderio; oppure si trasforma in avversione, ribellione, risentimento e vendetta. In questo caso, è fortemente limitata l’azione dello Spirito Santo che dona equilibrio al vostro essere, e quindi ciò che nasce in voi è solo confusione ed incapacità di gestire le emozioni. Manca anche la vostra collaborazione all’azione di Dio, e perciò la vostra azione è disordinata, il vostro discernimento incerto, e la vostra stessa personalità diventa ambigua e fragile.”
Messaggio di Gesù del 12 aprile 2011
Fonte: www.versolanuovacreazione.it
02. E' più saggio amare Dio e poi il prossimo, o prima il prossimo e poi Dio?
“[L’amore del prossimo] non può essere completamente presente finché l’uomo, nel suo amore per il Signore, non abbia ricevuto il giusto appagamento proprio dal Signore. Perciò anche il vero ordine dell’amore del prossimo è soltanto quello di amare il fratello attraverso il Signore. Se, al contrario, qualcuno ama il Signore attraverso i suoi fratelli, allora è un ordine capovolto, che non ha nessun rapporto armonico con l’ordine primario. E perché è così? Ebbene, è così per il fatto che è certamente più naturale cercare ogni cosa in Colui nel Quale c’è Tutto, che non cercare il perfettissimo Tutto in colui che è molto lontano dall’essere tutto. Oppure, per esprimersi ancora più chiaramente: “Sicuramente, rispetta più l’ordine cercare in Dio tutti i fratelli che cercare in questi il Dio infinito!”. In Dio ognuno troverà tutto, mentre invece nel proprio fratello a volte ci sono forti dubbi di trovare la suprema Essenza divina. E, se la si trova, c’è poi una grande differenza fra trovare e trovare. Questa differenza voi la potete constatare terrenamente, come quando ad esempio vi trovate ad avere fra le mani un buon cannocchiale. Se lo usate nel modo giusto, cioè se voi volgete la grande lente dell’obiettivo verso l’esterno e avvicinate le piccole lenti oculari agli occhi, allora troverete gli oggetti che osservate nel naturale ingrandimento, poiché qui il vostro sguardo si irradia dal centro della lente dell’obiettivo. Quando voi però lo capovolgete, allora vedrete comunque gli oggetti che avete visto prima, ma questi appariranno tante volte più piccoli, quante volte più grandi li avete visti prima; e dovrete fare una fatica terribile quando voi scorgerete oggetti piuttosto lontani e vorrete riconoscerli pienamente. Voi chiedete se, così facendo, dal punto di vista spirituale si pecca o no. Oh no! Non si pecca affatto, poiché se voi guardate i paesaggi attraverso un cannocchiale rovesciato, ebbene, anche in questo modo voi li vedrete molto belli e meravigliosi, resta il fatto però che, come già detto, vi costerà molta fatica riconoscerli quali essi sono. Lo stesso avviene con l’amore per il Signore quando deriva dall’amore del prossimo. Il Signore è certamente in ogni fratello, poiché Egli è certo la Vita Stessa in ognuno, però in un’immagine piccolissima, proprio come l’uomo stesso è una piccola immagine infinitesimale di tutto il Cielo infinito, o, in altre parole, l’uomo è un Cielo in figura infinitesimale. Chi invece ama il fratello attraverso il Signore, costui guarda, partendo dal centro del punto focale dei raggi dell’obiettivo del suo cannocchiale, verso tutti i suoi fratelli con amore, e vede in essi molto di più di quanto vedeva prima. Prima egli vedeva, o meglio scorgeva effettivamente che nei suoi fratelli dimorava una Scintilla divina, e quindi vedeva molte piccole scintille divine. Ora però vede nei suoi fratelli che il Signore in loro è il Tutto nel tutto, e, invece della piccola Scintilla, vede ora dei grandi Soli che fiammeggiano nei suoi fratelli, dalla cui luce si sviluppano continuamente nuove splendide forme, simili a meravigliose creazioni di Dio. Ritengo che ciò dovrebbe ora risultarvi chiaro».
Messaggio di San Giovanni apostolo
Fonte: "Il Sole Spirituale" di Jakob Lorber - vol.1, cap.106
03. Le misure dell'Amore
"Si può amare poco, poco. Si può amare assai, si può amare moltissimo e si può amare in forme diverse.
Chi non ama invece è nella morte, non ha in sé luce interiore. È la più tremenda sventura, poiché per l'anima che non ritrova l'amore che fu infuso in lei con il Battesimo, è la morte eterna, è l'Inferno.
Sì, dilla forte questa parola « Inferno », a cui quasi più nessuno crede! Si può amare assai e si può amare molto, ma sempre con l'anima. Anche con i sensi si può amare, come nell'amore nuziale che è amore casto e santo se ben diretto sul giusto binario. Si può amare moltissimo, interiormente ed esteriormente, senza sensualità.
È l'amore degli innocenti, è l'amore dei puri, è l'amore degli angeli, è l'amore dei progenitori prima della colpa.
Il bambino che abbraccia affettuosamente la mamma esclude nel suo amore puro ogni vischiosità.
L'anima pura e casta, inabissata nell'amore di Dio e del prossimo e che del Comandamento dell'Amore ha fatto la legge della sua vita, non è capace di contenere nel suo interno l'amore. Esso esplode anche sulla materia che lo imprigiona ed ha bisogno di espandersi come naturalmente si espande luce e calore dalla fiamma.
Questo amore forte, puro, innocente non è capito che da poche anime. Perciò i pochi fortunati che lo possiedono debbono soffocarlo non di rado, perché potrebbero essere motivo di scandalo. Sono pochissime le anime consacrate che raggiungono questa pienezza di amore.
Ma siccome l'anima dell'amore è sempre la sofferenza, ecco che a volte soffocandolo per un giusto motivo, lo alimentano maggiormente perché dell'amore viene rinforzata l'anima, che è appunto la sofferenza.
Chi ama così non sente gli stimoli dei sensi. Può essere anzi un errore volere arrestare il naturale corso dell'amore soprannaturale per motivi di un rispetto umano non giustificabile, come tra i primi cristiani che si salutavano con il bacio, anche fra persone di sesso diverso. Nessun inconveniente ne derivava finché erano casti e puri".
Messaggio di Gesù del 17 novembre 1975
Fonte: "Figlioli Miei Coraggio" di Mons.Ottavio Michelini
04. Cosa significa "Amare"?
"Amare significa volere e comunicare a qualcuno il bene. Il primo bene per qualsiasi persona è quello di essere, di esistere. La seconda forma di bene è di migliorare l'esistenza, di perfezionare l'essere. E la più alta forma di bene è che un essere partecipi alla perfezione e alla felicità eterna, possedere il bene infinito ed eterno che è Dio.
Tu comprendi, figlia dilettissima, che l'amore divino è l'amore per eccellenza: esso dà l'essere! Esso dà la perfezione, dà la felicità agli uomini rendendoli partecipi della luce e dell'amore divino della Trinità. Dio si dona alla creatura".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Rinnegare se stesso per vivere in Cristo" di Suor Maria-Ionela
05. Ma al di là dell'amore che si può avere per Dio, un fidanzato o una fidanzata non sono sempre NECESSARI?
"Il Mio Amore brucia costante e sicuro come la fiamma della candela; altrettanto costanti e sicuri sono la Mia Forza e il Mio Amore nel tuo cuore. Perché vuoi fidarti della forza e della comprensione umani, quando nel tuo interiore si trova già ciò che è perfetto e che è sempre stato una parte di te e che non ha inizio né fine?".
Messaggio del Padre
Fonte: "La voce del Maestro" di Eva-Bell Weber - cap.6
06. "Ama il tuo prossimo"... quindi il Signore vuole che lo tratti coi guanti!
34. [...] Niente può essere fonte di tanto danno, come col prendere alla lettera il concetto dell'amore per il prossimo.
35. Vedete, Io sono il vostro prossimo e faccio di tutto affinché voi, Miei prossimi, diventiate Miei fratelli e sorelle, anzi figli Miei; eppure nonostante tutto l’Amore e la Sapienza, Io non sono così arrendevole da dare agli uomini tutto ciò che essi spesso pretendono da Me nella loro età minore, perché Io, quale Spirito, e precisamente quale Spirito supremo, so meglio di tutti quello che è salutare ai Miei figli, ai Miei fratelli e sorelle spirituali, e perché Io li voglio educare e non viziare!
36. Prendetevi perciò un esempio in Me, come Io tengo unita la Mia intera Creazione e guido le sue parti insieme alla grande meta della redenzione dalla materia, e voi certo troverete la giusta via tra dare e prendere, tra concedere e rifiutare! Soltanto allora il secondo grande comandamento d'Amore troverà la sua reale espressione spirituale non solo in parole, ma anche nei fatti, quando farete al vostro prossimo ciò che voi – se vi trovaste nella situazione e nelle condizioni del vostro prossimo – ritenete il meglio per voi stessi quali esseri spirituali".
Messaggio del Padre
Fonte: "Predica n.38" di Gottfried Mayerhofer
