Spiriti
01. Da dove viene uno spirito?
Risp. A
5. E vedi, allora l’Amore vide nella Divinità tutte le glorie, al cui numero non vi è fine, e la Divinità vide come tutto ciò si riversava dall’Amore per passare in Lei, e l’Amore vide nella Divinità i propri pensieri, e trovò grande compiacenza in essi. Allora l’Amore si accese di nuovo, e le forze della Divinità gli rumoreggiarono intorno e vedi, i pensieri dell’Amore erano essi stessi amore ed erano senza numero.
6. Allora la Divinità vide la propria Gloria, e l’Amore percepì la propria Potenza. E allora così parlò l’Amore nella Divinità: “Lasciamo che i pensieri della Gloria rimangano stabili, ed escano, perché diventino liberi, e possano percepirCi e vederCi, come Noi li percepiamo e li vediamo, e come Noi li percepimmo e li vedemmo prima ancora che la Luce illuminasse le loro forme!".
7. Allora la Parola trapassò nella Divinità, e la Divinità divenne ovunque Amore. E vedi, allora disse la Divinità per la prima volta: “Fiat!”, e da Dio divenne libera una schiera di spiriti, il cui numero non ha fine, e l’Amore vide se stesso moltiplicato all’infinito, e vide in maniera perfetta la sua infinita Bellezza.
8. Ma tutti gli esseri non erano ancora vivi, e ancora non percepivano, e ancora non vedevano; poiché essi erano ancora forme ‘fissate’ nella Divinità fuori dall’Amore.
9. E ciò rincrebbe all’Amore, ed Esso si agitò, e l’agitazione salì nella Divinità, e la Divinità diede i suoi prigionieri all’Amore, e l’Amore compenetrò tutto. E vedi, allora le forme divennero vive, e si meravigliarono, e si scaldarono ai fiumi di fiamme del divino Amore, e ottennero così movimento e attività autonomi! Ma ancora non si riconoscevano.
10. Allora disse nuovamente l’Amore: “Facciamo in modo che si riconoscano, perché possano poi riconoscere Me e anche Te attraverso Me!”.
11. Allora la Parola salì di nuovo nella Divinità, e nella Divinità risuonò la Parola, e la Parola divenne Legge, e la Legge era l’Amore e si riversò in tutti.
12. E vedi, allora furono formati tre, e da essi ne vennero sette! E i tre erano simili all’Amore, alla Luce e alla Divinità, e i sette erano simili ai sette spiriti di Dio, e si chiamano e si chiameranno eternamente:
I. Amate l’Amore.
II. Temete la Divinità - la quale uccide - per non essere uccisi.
III. L’Amore in voi è santo; perciò stimatevi l’un l’altro, come l’Amore nella Divinità vi stima e prova gioia per voi.
IV. Ognuno è proprietà di se stesso e proprietà dell’Amore di Dio; perciò nessuno diventi preda dell’altro.
V. Nessuno copra mai il proprio volto davanti all’altro perché l’altro non sappia com’è l’amore, e ciò affinché voi siate come l’Amore che vi chiamò a divenire.
VI. Il vostro interno sia anche il vostro esterno, perché non sorga in voi alcun falso impulso e voi non periate.
VII. Il vostro esterno sia il fedele riflesso del vostro specchio interno, nel quale l’Amore della Divinità si contempla; altrimenti lo specchio interno verrà spezzato e il vostro aspetto diventerà orribile.
13. Allora la Divinità tuonò negli infiniti spazi un terribile giudizio di punizione per i trasgressori, e così nel sommo timore fu comandata l’adorazione della Divinità, e fu loro comandato di amare l’Amore. Ed essi furono posti fuori nella massima libertà e potevano fare ciò che volevano, e nulla doveva e deve ostacolarli nella loro libertà e fino al tempo in cui si saranno riconosciuti nella loro libertà e nella loro umiltà, affinché la Legge diventi la loro propria legge, ed essi allora diventino perfettamente liberi.
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" - vol.1, cap.5
Risp. B
12. Ogni uomo che sulla Terra viene partorito, ottiene uno spirito direttamente da Me, e può incontestabilmente aspirare secondo l’ordine prescritto a diventare un perfetto figlio di Dio.
13. Sugli altri mondi invece gli uomini ottengono lo spirito dagli angeli; perché ciascun angelo è figlio di Dio, e come Me Stesso e come ogni arcangelo dovette percorrere la via della carne su questa Terra; per il quale motivo anch’egli possiede poi in sé la potenza creativa, che prende dall’eccesso del suo amore e della sua luce per deporla negli uomini in formazione di altri mondi, e può di conseguenza allevare in questo modo come un Dio dei figli del proprio nome. Questi figli sono perciò, per così dire, dei figli di seconda mano, e non propriamente figli di Dio, possono però per la via della reincarnazione su questa Terra giungere essi pure al grado di figli di Dio.
Messaggio di Gesù
Fonte: "La Terra" di Jakob Lorber, cap.53