Sonno
01. A che ora sarebbe bene alzarsi?
1. Il mattino seguente, com’era nostra abitudine, ci levammo di buonissima ora dai nostri giacigli e ci recammo immediatamente all’aperto, nel giardino di Raele. Le mattinate allora erano bensì crude alquanto, specialmente al levare del sole, dato ch’era imminente la stagione delle piogge; ciò malgrado però esse erano molto ristoratrici, così che il soggiornare all’aperto riusciva ad ogni modo gradevole.
2. Se la gente si abituasse, particolarmente durante l’estate, a levarsi di buon’ora ed a passare le ore mattutine all’aria libera, essa si farebbe ben presto molto più robusta e resistente di quanto lo sia ora, perché le correnti d’energia che attraversano l’atmosfera, precisamente mentre durano le brezze mattutine, sono esse che portano la maggior parte dell’elemento nutriente alla Terra.
3. Come pure in quel periodo del giorno, a causa dell’azione concomitante della luce e del calore che si sviluppa, producono delle particelle nutrienti specialmente efficaci per l’anima e per il corpo, le quali, quando il Sole invece è già alto ed il calore più accentuato, hanno un’azione del tutto differente, poichè sottostanno ad un particolare processo chimico, in seguito al quale si rendono più consistenti e non sono più così facilmente assimilabili da parte dell’organismo umano, come lo sono invece nel loro stato più etereo durante lo ore mattutine.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" di Jakob Lorbe - vol.11, cap.31
02. Dormire dopo i pasti: va bene?
2. Chi sente il bisogno di riposare, che vada; dal canto Mio tale bisogno non lo sento e quindi non Me ne andrò ancora a riposare. Inoltre non è assolutamente indicato per il corpo il coricarsi subito dopo il pasto; per conseguenza, vogliamo tenerci desti un paio d’ore ancora; ma se proprio a qualcuno necessita il riposo, che si ritiri pure.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.6, cap.52
03. Quanto dormire?
Risp. A
6. [...] Io qui Mi volevo concedere un po' di riposo, che non come è stato il caso sul Monte degli Ulivi; però, guardate un po', Io ho avuto da fare qui con voi più che altrove; però non fa niente, poichè fino a tanto che dura il giorno, si deve anche lavorare, e quando viene la notte, allora, si può anche concedersi il riposo. Però, chi alla notte riposa, cerchi di non dormire troppo profondamente, affinché possa percepire se per caso qualche malintenzionato non venga per derubarlo dei suoi beni, se immerso in un sonno troppo profondo.
7. Disse allora Pietro: “Signore e Maestro, quando alla sera si casca dal sonno a causa del lavoro e delle fatiche troppo pesanti, allora è molto difficile sorvegliare se stessi durante il sonno! Come può allora provvedere l’uomo a ciò?”
8. Dissi Io: “Così come tu hai capito, certamente no; però, anche se un uomo, secondo il corpo, dorme profondamente, tuttavia la sua anima, forte in Me, veglia, e questa provvederà senz’altro a destare il corpo, quando ciò è necessario.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" di Jakob Lorber - vol.8, cap.98
Risp. B
14. Dico Io: «Certamente! È per tale motivo che anche coloro che dormono molto non arriveranno mai ad un’età particolarmente avanzata. Chi concede al proprio corpo cinque ore di sonno in gioventù e sei ore nella vecchiaia vivrà nella maggior parte dei casi per lunghissimi anni, e per molto tempo conserverà un aspetto giovanile. Il dormiglione, invece, invecchia molto presto, il viso gli si fa rugoso ed i suoi capelli diventano grigi anzitempo e, giunto in età alquanto avanzata, si muove come un’ombra.
15. Ora, come con l’abuso del sonno il corpo si spegne sempre più e si avvicina allo stato di morte, altrettanto, anzi in misura molto maggiore, avviene dell’anima quando essa va cessando sempre più nell’attività secondo la Mia Parola e la Mia Volontà. [...]
21. Dopo aver compiuto il lavoro giornaliero, un riposo moderato fa certo bene alle membra del corpo, ma, d’altro canto, il riposo esagerato è peggiore del non riposare affatto».
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.1, cap.220
04. Come dormire?
Risp. A
5. Ma Io gli osservai: “O amico Mio! I successori di Adamo non avevano tende, né capanne, né men che meno delle dimore sistemate con ogni comodità; il suolo della Terra ed un albero ombroso era tutto per loro, ed essi moltissime notti le passavano a cielo aperto ed erano sani e robusti.
6. Essi non sapevano confezionarsi nemmeno un qualcosa da coprire i loro corpi; una cintura di foglie di fico, all’altezza del lombi, era tutto il loro vestito, ed arrivavano quella volta all’età di parecchi secoli.
7. Ora invece gli uomini hanno inventato ogni genere di comodità, e per l’un Paradiso terrestre perduto hanno saputo crearsene, da per loro stessi, molte centinaia di migliaia! Or vedi, adesso cento anni di età sono reputati un prodigio!
8. Ebbene, la colpa di questo fenomeno va ascritta alla mollezza nella quale ha incominciato a cullarsi l’umanità, rendendosi per tal modo, da se stessa, estranea alla natura di questo corpo mondiale, il quale è sotto ogni aspetto destinato a portare l’uomo, a nutrirlo ed a mantenerlo robusto e sano.
9. Perciò, o Ouran, amico Mio, non darti alcun affanno a motivo del giaciglio per questa notte; il suolo sano e buono della Terra avrà benissimo posto per tutti. Chi veramente è colto dal sonno, riposa molto bene anche su di un cuscino di pietra; se la pietra sotto il capo gli dà noia, è segno che l’uomo non è proprio tanto stanco, né ha tanto bisogno di dormire, ed allora può nuovamente levarsi e riprendere il lavoro.
10. I letti soffici abituano l’uomo alla mollezza e sottraggono alle sue membra il vigore che a queste è invece necessario; ed un sonno troppo prolungato indebolisce l’anima ed i muscoli del corpo”.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.3, cap.211
Risp. B
11. Ma ora ditemi un po', o celestiali amici; non sentite voi la stanchezza ed il bisogno di dormire come noi uomini? Noi potremmo, al caso, darci le mani d’attorno per procurare delle stuoie o qualcosa del genere, purchessia di giaciglio!
12. Dico Io : “Oh, non ti curare di ciò; qui a tavola e su queste panche, munite persino di una spalliera, si può riposare benissimo. Anzi, Io vi dico che addirittura anche nei riguardi dell’igiene fisica, gli esseri umani prolungherebbero di un buon terzo la durata della loro vita corporale, qualora al posto dei letti orizzontali facessero, agli scopi del riposo notturno, uso di comode panche o sedie del genere come vedi qui.
13. Poiché per effetto del coricarsi in posizione orizzontale, lo stato del sangue e la sua circolazione vengono a subire una modificazione troppo violenta, la quale provoca, già prematuramente negli organi della digestione e della nutrizione, ogni sorta di ingombri e di irregolarità nella loro funzione.
14. Invece riposando la notte nella posizione in cui ci troviamo noi adesso, tutto si mantiene per lunghi anni nel massimo ordine.
15. Abramo, Isacco e Giacobbe dormivano esclusivamente seduti su certe panche o sedili a spalliera, non conoscevano affatto i letti piani che si usano attualmente, e perciò, premessa la dovuta moderazione in ogni altro campo della vita naturale, raggiunsero una tardissima età, pur conservando intatta tutta la loro potenzialità animica; mentre più tardi, quando l’umanità incominciò a porre in non considerazione una simile norma, il tempo della vita umana si raccorciò per più che la metà!
[Abramo visse 175 anni, Isacco visse 180 anni, Giacobbe visse 147 anni]
16. Il più che per altri però, lo star coricati orizzontalmente è dannoso alle donne in stato di gravidanza; perché in primo luogo il bimbo già nel corpo materno viene così storpiato e indebolito; ed in secondo luogo le difficoltà e ben spesso le gravi irregolarità dei parti dipendono per lo più appunto dall’abitudine del giacere in posizione piana! Questo sia detto per vostra norma nei riguardi fisico-igienici! Chi a tale norma si atterrà, non tarderà a provarne buone conseguenze per la salute del proprio corpo.
17. Oltre di ciò, durante l’estate sarà meglio che dormiate, se mai possibile, all’aperto, anziché entro stanze o capanne dall’aria viziata e umidiccia, e non mancherete di sentirne ben presto i vantaggi. Soltanto d’inverno si può approfittare degli ambienti al coperto, moderatamente riscaldati, però sempre bene arieggiati ed asciutti.
18. Chi dunque vivrà così, conforme cioè all’ordine originario, e sarà inoltre parco nel mangiare e nel bere, quegli avrà ben poco da bazzicare con medici e farmacisti!”
19. Dicono Hiram ed Aziona: “O divino Signore e vero Maestro di vita! Anche di questo Tuo insegnamento noi non potremo mai ringraziarTi abbastanza, e questo Tuo consiglio, saggio quanto mai, noi lo seguiremo con tutte le nostre forze e con ogni attenzione possibile!”.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.5, cap.196
Risp. C
12. Disse il pubblicano : “O Maestro! Se non Ti fosse sgradito, potreste riposarvi tutti addirittura in questa stessa sala; perché tutto intorno alle pareti sono disposti dei posti comodissimi!” Ed Io acconsentii dicendo : “Sta bene! Allora restiamo qui, tanto più che i sedili di questa specie li preferisco ai malsani giacigli, che sono buoni tutt’al più per gli ammalati.”
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.6, cap.88
05. Ho faticato tanto: non merito di dormire tanto?
1. «Quando qualcuno ha fatto un lungo cammino a piedi, e alla fine ha raggiunto un ricovero, se egli non va immediatamente a riposare ma fa invece ancora un po’ di moto più leggero, e il giorno seguente si alza prima che spunti il giorno, si troverà senza alcuna traccia di stanchezza, e quanto più a lungo proseguirà con questo metodo il suo viaggio, tanto meno il viaggio stesso lo renderà stanco.
2. Ma se quel medesimo, affaticato da una giornata di marcia, giunge al ricovero, e trovato un giaciglio vi si getta su prontamente e lo abbandona solo il mezzogiorno del giorno seguente, egli sarà costretto a continuare il suo viaggio con i piedi del tutto irrigiditi e con la testa completamente stordita e, dopo che avrà percorso un certo tratto di strada, oppresso dalla stanchezza, bramerà ardentemente di riposare; e gli potrà anche accadere perfino di doversi gettare, esausto, sulla via e di perirvi, qualora, ciò che è facilmente possibile, non trovi nessuno che gli venga in aiuto.
3. Ma chi ne avrebbe la colpa? Unicamente la sua esagerata tendenza al riposo, con l’illusione, tanto comunemente coltivata, che il riposo possa infondere vigore all’uomo!
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.1, cap.221