Stregoneria
01. C’è qualche verità in queste vecchie storie?
1. Non esiste certo neppure un uomo che non abbia proprio mai udito dire qualcosa delle cosiddette streghe, perché non è punto molto lontano il tempo in cui presso i tribunali si tenevano ancora processi per stregoneria e, con questo pretesto, moltissime creature umane fra le più innocenti venivano mandate da questo all'altro mondo con una morte quanto mai dolorosa.
2. Ma come venne all'umanità l'idea delle streghe? A questa domanda noi risponderemo con qualche breve storiella.
3. Nei tempi passati, nei quali gli uomini conducevano una vita molto più semplice in confronto a oggi, s'incontravano spesso delle persone che erano in possesso della cosiddetta doppia vista e che nel modo più perfettamente naturale vivevano in ambedue i mondi. Anche oggigiorno molti uomini potrebbero assai facilmente giungere a tanto se il loro regime dietetico fosse più semplice; invece il più grave impedimento è appunto l'attuale complicato metodo di nutrizione. Con un tale regime essi sciupano ed abbruttiscono talmente la loro natura che l'anima loro in essa s'irretisce ed impastoia come l'uccello fra le bacchette invischiate cosicché le è impossibile acquistarsi quella leggerezza e quella scioltezza necessarie per avere libertà di movimenti anche all'infuori della materia.
4. Ma in che cosa consisteva dunque il nutrimento di quegli uomini semplici di una volta?
5. Esso consisteva per lo più di legumi che venivano mangiati semplicemente cotti nell'acqua, con un po' di sale e mai caldi; così pure un cibo semplice antichissimo era costituito da pane comune, latte e miele, attraverso il quale cibo gli uomini raggiungevano nella maggior parte una tardissima età e continuavano ad essere fino all'ultimo istante della loro vita in possesso della seconda vista.
6. Ognuno può certamente fare di quando in quando uso moderato del vino, però non deve mai berne tanto da sentirsi inebriato.
7. La carne si dovrebbe usare soltanto in certi periodi e mai più di sette giorni consecutivi; si deve gustare molto moderatamente e deve essere tolta da animali macellati di fresco. Ad ogni modo la carne del pesce è migliore di quella del piccione, quella di piccione migliore della carne di pollo, la carne di pollo migliore di quella d'agnello, quella d'agnello migliore di quella di capra, e quest'ultima migliore della carne di vitello o di bue; come del pari fra le varietà di pane il più buono e sano è quello di frumento. Tuttavia dei cibi qui indicati non va preso mai più di uno accompagnato da un po’ di pane; come pure la frutta dovrebbe sempre essere usata con misura e soltanto in stato di completa maturità; similmente si possono anche mangiare moderatamente alcune radici, sempre però di una qualità sola alla volta.
8. Con un simile regime il corpo non arriverebbe mai a quello stato di gonfiore che lo rende pigro, sonnolento e pesante, cosicché poi l'anima ha il suo bel da fare già per mettere in moto una macchina talmente greve, per non parlare poi di occuparsi di qualche cosa d'altro oltre a questo lavoro.
9. Vedete, di uomini simili che conducevano una vita così semplice, come già detto prima, una volta ce n'erano molti, ma in modo particolarmente semplice vivevano quegli uomini che avevano stabilito la loro dimora sulle montagne. Questi erano continuamente in possesso della seconda vista, avevano giorno e notte in maniera del tutto naturale rapporto con gli spiriti dai quali ricevevano ammaestramenti nelle più svariate cose. Gli spiriti insegnavano loro gli effetti e le virtù di molte erbe e mostravano loro anche dove qua e là si trovava nascosto nella montagna l'uno o l'altro metallo nobile o comune, indicando, per di più, il modo che si doveva seguire per estrarre i metalli dalla montagna e per renderli atti alla produzione di ogni tipo di utili oggetti mediante la fusione e la lavorazione.
10. Per dirla breve, sulle montagne c'era di rado una casa che non avesse i suoi spiriti domestici, i quali per così dire facevano assolutamente parte della famiglia; perciò appunto c'era allora anche un gran numero di sapienti, i quali vivevano nella più stretta confidenza con le segrete forze della natura, vale a dire con questi spiriti, ovvero, per esprimere il concetto diversamente, tali potenze e spiriti erano in certo modo quasi sempre a loro disposizione.
11. Quando poi della gente dimorante a valle, proveniente cioè da villaggi più grandi, da borgate o città, aveva occasione di salire da questi saggi abitanti della montagna, alcune cose li colpivano come misteriose e conturbanti. Ciò succedeva soprattutto quando dei malintenzionati, per un qualche motivo, attaccavano briga con uno di questi abitanti della montagna, perché un simile attaccabrighe, in una occasione di questo genere, non mancava certamente di ricevere qualche ammonizione molto sensibile e brusca, della quale egli altro non poteva supporre se non che gli fosse stata impartita da Satan in persona od almeno da qualcuno dei suoi accoliti.
12. Ma che cosa ne seguiva? L'abitante del villaggio, della borgata o della città, resosi conto del fatto, se ne andava dritto dritto dal rappresentante dell'autorità spirituale del proprio luogo, il quale, in quel tempo, era di solito o più scimunito o per lo meno più malizioso dell'accusatore stesso. Allora venivano disposte messe, processioni ed esorcismi naturalmente in cambio di contanti che ammontavano sempre ad una bellissima somma, se non addirittura all'intero patrimonio, casa e campi compresi, dell'accusatore, che veniva in ogni caso ritenuto per lo meno stregato, se non proprio già dal capo ai piedi in preda al demonio.
13. Una volta che il querelante avesse assolto il proprio obbligo verso l'autorità spirituale, il caso veniva poi portato dinanzi al tribunale secolare; questo allora, dopo essersi provvisto dei necessari mezzi specifici consacrati contro le streghe ed i diavoli, mezzi prescritti dall'autorità spirituale, si recava nella casa dove si supponeva il querelante fosse stato stregato o invaso dal demonio. Poi il potere laico arrestava in modo orrendo di solito tutti coloro che vi avessero abitato, e spesso, senza nemmeno procedere ad un interrogatorio, i miseri venivano condotti immediatamente al rogo. Lo strano processo aveva fine con il sequestro di tutti i beni dei condannati; non prima però di aver impartito naturalmente una settuplice benedizione con relativi esorcismi, benedizione che, altrettanto naturalmente, veniva a costare una somma più che cospicua.
14. Più tardi la cosa andò acquistando caratteristiche ancora più tristi, perché si arrivò al punto che chiunque non appartenesse al clero fosse stato visto in abito nero e fosse stato capace di camminare un po’ più velocemente di altri, veniva sospettato di essere un autentico accolito del demonio e bastava che si trovasse un qualunque accusatore malintenzionato per far condurre l'individuo vestito di nero davanti al tribunale delle streghe, finché nel tempo moderno i naturalisti ed i chimici sono finalmente arrivati a tanto da indurre la stupidissima umanità ad ammettere che la sua supposta stregoneria è una insigne sciocchezza.
15. Però anche allora si passò da un estremo all'altro, dimenticando il proverbio che dice: "In medio beati" ["La virtù sta nel mezzo"]; perché, se da un lato è un errore il voler da uomo naturale aver da fare soltanto ed esclusivamente con spiriti, dall'altro è più grave errore ancora il voler bandire addirittura tutto il Regno degli spiriti, dichiarandolo nullo e non esistente!
16. Non si può certo negare che in quei tempi passati delle persone si siano talvolta associate con qualche spirito maligno, con l'aiuto del quale hanno arrecato dei danni in singole località; ma appunto questi malvagi erano sempre strettamente controllati e rigidamente tenuti in freno dai loro buoni vicini, i quali erano in grado di conoscere per filo e per segno quello che un qualche malvagio avesse potuto tramare. Sennonché, allora come oggi, il clero non prendeva in considerazione queste cose, ed angelo o demonio che fosse, doveva finire nel fuoco; perché non si badava al buono od al cattivo, ma solamente se la cosa avrebbe potuto rendere. Se il querelante non aveva beni, ed il supposto stregone neppure, allora tutto si concludeva con un: "Requiescant in pace!" (Possano riposare in pace). Soltanto se il fiuto individuava presso l'una o l'altra delle due parti la presenza di un qualche patrimonio, allora certo l'affare non terminava così pacificamente. La questione della stregoneria allora si presentava all'incirca negli stessi termini come quella dei funerali al giorno d'oggi, in cui quando si tratta di persone ricche, vengono inscenate cerimonie e funzioni di ogni genere possibile, mentre il povero deve accontentarsi di un "Padrenostro" e di un "Requiescat in pace" (Riposi in pace!); se poi l'affare riguarda gente completamente priva di mezzi, allora la terra benedetta è più che sufficiente per il morto.
17. Non significa anche questo fare della magia? Ah no! Perché si dice: "Il povero arriva senza dubbio al Cielo; solo il ricco deve sudare ancora un poco prima che gli vengano aperte le porte del Paradiso". Io vi dico che a questo riguardo nel Regno degli spiriti si svolgerebbero delle belle commedie davvero!
18. Questi modi di fare ciascuno li può ritenere onorevoli e giusti, mentre dal punto di vista spirituale essi sono più foschi e più ripugnanti ancora dei processi per stregoneria di un tempo; perché il fondamento di questi era comunemente la stoltezza, ma qui si tratta di pura avidità, ed un processo per stregoneria provocato dall'avidità è molto peggiore di uno provocato dalla stoltezza. Ma che cosa altro è una simile cerimonia funeraria se non un processo per stregoneria, mediante il quale si vuol far vedere che si esorcizza il morto per togliergli le numerose tracce diaboliche che ancora gli sono rimaste appiccicate!
Messaggio di Gesù
Fonte: "La Terra" di Jakob Lorber - cap.35