Superbia

01. In cosa consiste esattamente questo peccato, il primo dei cosiddetti "vizi capitali"?

 

"La superbia, l'orgoglio o l'arroganza, è l'apprezzamento disordinato di se stesso in pensieri, in desideri, in parole e azioni. Il disordine o il peccato della superbia consiste nel fatto che la creatura considera di essere qualcuno o di fare qualcosa da sè, senza riferire a Dio tutto quello che essa è, tutto quello che essa ha, tutto ciò che lavora e realizza. La superbia è la lusinga, la lode di sè, l'imposizione del proprio io e la tendenza a dominare in tutte le circostanze. La superbia è il furto della gloria di Dio. Per questo è il più odioso peccato agli occhi dell'Altissimo: chi si esalta sarà umiliato!

[...] Questo peccato di superbia, d'innalzamento di sè della creatura, è tanto incommensurabile davanti al Creatore, che per essere espiato e riparato, secondo l'esigenza della giustizia divina, è stata necessaria la discesa e l'umiliazione infinita di Dio... al livello del nulla della creatura... del verme della terra.

L'incarnazione, la vita umile, la crocifissione e la morte mia tra i ladroni costituiscono la lezione eterna e commovente sulla malvagità della superbia e sull'unico rimedio alla malattia mortale dell'orgoglio: l'unione totale a me, l'umiliato dalla culla al sepolcro. [...]

Stai attenta! A prescindere da quante grazie tu riceva da me come anima privilegiata, sii umile e allontana dalla mente qualsiasi ombra d'orgoglio. Tu lo sai. Non ti appartengono. Le possiedi da me, dunque mi appartengono. Lo riconosci? Attaccati a me l'umile e vincerai la superbia. La sostituirai con la santità della vita che è l'umiltà.

Io, pensiero e Parola eterna di Dio, sono la verità, mentre la superbia è non-verità e menzogna, perchpè non corrisponde alla realtà, alla condizione di creatura [...]. Di fatto: l'uomo orgoglioso è bugiardo, perchè pensa di essere quello ch'egli non è, di possedere ciò che egli non ha per sè e da sè [...].

Sii come mia madre! Essa è consapevole che l'umiltà deve essere tanto più grande quanto l'elezione e la vocazione sono più sublimi: "L'anima mia magnifica il Signore!" (Lc 1,46). Come vedi! Mia Madre non loda se stessa, bensì Dio, il quale chinò lo sguardo sull'umiltà della sua serva... Essa tutto attribuisce a Dio: "Santo è il suo nome!" (Lc 1,49). [...] Desidero che io viva in tutto il tuo essere e in tutta la tua vita, e che tu scompaia nell'umiltà...".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Rinnegare se stesso per vivere in Cristo" di suor Maria-Ionela