Conversione
01. Se ci fossero grandi segni in cielo e miracoli quà e là, certo mi convertirei all'istante, ma non vedo nulla di tutto ciò. Come mai?
"Amata sposa, i segni forti già sono presenti così come erano presenti al tempo del diluvio: sono presenti, ma la maggior parte degli uomini non li vuole vedere né capire perché i pensieri non sono volti al Cielo, ma alla terra, alle attrattive della terra. Chi non pensa al Cielo non si prepara perché si perde nei vaneggiamenti terreni, se fa questo è gravemente colpevole perché Io, Io, Gesù, do sempre un preavviso. Pensa agli uomini del diluvio: credi che Io dessi preavvisi solo a Noè? No, certo! Egli era un esempio da seguire per tutti, un esempio di fedeltà e rettitudine. Gli uomini di quel tempo, però, che pur l’avevano davanti con la sua operosità, non solo non lo apprezzavano, ma lo deridevano. Amata sposa, al tempo di Sodoma e Gomorra, avvenne la stessa cosa con Lot, l’uomo giusto e fedele: il suo esempio non venne seguito, ma criticato. Amata, anche nel presente i Miei fedeli amici sono seguiti nel loro esempio di obbedienza e fedeltà a Me? No! Vengono criticati, offesi, disprezzati, spesso emarginati; vedi, piccola Mia sposa, come le situazioni si ripetono nel tempo? Vi sono grandi segni evidenti, segni di un cambiamento prossimo, ma pochi li colgono, solo coloro che hanno occhi attenti ai Segni del Cielo e cuore pronto e fedele. Entrerò in modo speciale nella Mia Casa e rinnoverò ogni cosa, i servi che troverò fedeli al loro posto vedranno una realtà nuova e sublime, ma quelli che troverò storditi ed ebbri saranno esclusi come meritano".
Messaggio di Gesù del 3 luglio 2008
Fonte: www.sapienzaweisheit.com
02. Sono stanco di fare i salti mortali per ricavare pochi frutti, miseri e insapori. Possibile che il cammino di conversione sia solo stress?
Risp. A
“Figli amati, figli tanto cari al Mio Cuore, voglio che anche voi diveniate santi, grandi santi, vi aiuto con Gioia per raggiungere tale obiettivo. La prima fase può essere più difficile, ma, come si procede, tutto muta e la strada si allarga, perché così è quella di Dio: all’inizio è stretta e spinosa, ma, come si procede, è sempre più larga e facile fino ad aprirsi all’immenso golfo di Luce.”
Messaggio di Maria del 16 marzo 2009
Fonte: www.sapienzaweisheit.com
Risp. B
"E' bene che tu conosca la condotta che tengo con le anime ostie. Tieni presente che io sono il più buono dei padri.
Dapprima soglio dare alle mie vittime una grande gioia e molta calma spirituale; in tal modo lego fortemente a me il loro debole cuore. In seguito, metto alla prova l'amore, sottraendo la gioia e dando luogo all'aridità dello spirito.
La vittima comincia a sentire tedio ed amarezza e non sa trovarne la causa; credendo di dare motivo a questo stato di cose, si affligge di più... Crede allora di essere lontana da me, che io l'abbia abbandonata, ed invece è proprio quello il tempo in cui le sono più vicino.
In tale prova la vittima stia tranquilla; se non sente gusto nella preghiera, anzi noia, preghi lo stesso; se avverte ripugnanza a compiere opere buone, le faccia ugualmente. Più ripugnanza ha a fare il bene, più mi piace la prova d'amore. Tale stato di agonia spirituale quante anime salva!... La luce che tolgo alla vittima, la dò ai peccatori; la freddezza dell'anima ostia serve a riscaldare i cuori induriti. Un solo atto d'amore, compiuto quando la vittima si sente sola, ripara moltissime ingratitudini di altre anime. Conviene dunque rinnovare, anzi moltiplicare gli atti e le proteste d'amore. Il dire durante la prova dolorosa: "Gesù, si faccia la tua volontà!" vale più di un lungo rosario recitato con fervore.
Ti ho detto che la pianta ha bisogno di sole. L'anima ostia, dopo essere stata provata, avverte un grande risveglio spirituale. Più dura è stata la prova, più grande è il cumulo di grazie. Ridò alla mia prediletta la calma e la gioia ed anche un aumento di fervore e di lumi. Mi faccio sentire molto vicino; in qualche modo cerco di disobbligarmi dell'aiuto ricevuto per salvare i peccatori.
L'agricoltore ha interesse di far fruttare molto la pianta e perciò la pota. Anch'io bramo che l'anima ostia frutti assai, perciò non la lascio a lungo nelle dolcezze spirituali. Dopo qualche tregua, ricomincia la prova; sarà un'incomprensione, una persona molesta con cui bisogna convivere, un disturbo fisico ovvero un periodo di forti tentazioni.
Conoscendo la mia condotta, la vittima non si scoraggi, mi lasci lavorare, perchè io so far bene le cose. Quelle tentazioni superate nella prova, danno la forza ai peccatori di abbandonare il male; quelle umiliazioni subite, riparano gli insulti fatti a me dai cattivi; le noie fisiche servono a riparare le immodestie e le impurità... Tutto viene utilizzato.
Allorchè dunque tu sarai nella calma, preparati alla prova; quando sarai nella sofferenza, aspetta che ritorni la calma. Non stancarti in questa via! Il demonio odia le mie vittime, perchè gli rubano le prede, e tenta di scoraggiarle per farle tornare indietro. Suggerisce: "Come potrai resistere a tante prove? La vita è così lunga!...".
Tu resisterai all'insidia diabolica, dicendo: "Io soffro oggi!... Non so se il domani sarà per me... Non voglio pensare all'avvenire... Basta ad ogni giorno il suo affanno!...".
Coloro che perseverano in questa via d'amore, sono la mia delizia. Comprenderanno in paradiso la loro fortuna!".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)
Risp. C
San Paolo venne purificato totalmente in un attimo; lo stesso avvenne a Caterina da Genova, S.Maddalena, S.Pelagia e qualche altro. Ma questa sorta di purificazione è miracolosa ed eccezionale in grazia, come la resurrezione dei morti lo è in natura: non possiamo pretenderla.
Ordinariamente la purificazione, come la guarigione, sia del corpo che dello spirito, avviene adagio adagio, per gradi, un passo dopo l’altro, a fatica e con il tempo. Sulla scala di Giacobbe gli Angeli hanno le ali, ma non volano, anzi salgono e scendono ordinatamente, uno scalino dopo l’altro. L’anima che sale dal peccato alla devozione viene paragonata all’alba, che, quando spunta, non mette immediatamente in fuga le tenebre, ma gradatamente.
Dice il Saggio che la guarigione la quale avviene senza fretta è sempre la più sicura; le infermità del cuore, come quelle del corpo, vengono a cavallo o in carrozza, ma se ne vanno a piedi e al piccolo trotto.
Devi essere dunque coraggiosa e paziente in questa impresa, Filotea. Che pena vedere anime che, scoprendo di essere afflitte da molte imperfezioni, dopo essersi impegnate per un po’ nel cammino della devozione, si inquietano, si turbano e si scoraggiano e rischiano di cedere alla tentazione di lasciare tutto e di tornare indietro. D’altra parte, uguale pericolo corrono quelle anime che, per la tentazione contraria, si illudono di essere liberate dalle loro imperfezioni il primo giorno della purificazione, e si considerano perfette ancor prima di essere fatte: pretendono di volare senza le ali! Filotea, quelle sono veramente in grande pericolo di cadere, perché troppo presto hanno voluto sottrarsi alle mani del medico. Non alzarti prima che ci si veda, dice il Profeta Davide; e alzati dopo esserti seduto! Egli stesso mette in pratica quello che dice e, una volta lavato e profumato, chiede di rimettersi all’opera.
L’esercizio della purificazione dell’anima può e deve finire soltanto con la vita: perciò non agitiamoci per le nostre imperfezioni; quello che si chiede a noi è di combatterle; se non le vedessimo, non potremmo combatterle e non potremmo vincerle se non ci imbattessimo in esse. La nostra vittoria non consiste nel non sentirle, ma nel non acconsentirvi; e non è acconsentire esserne turbati. Anzi, ogni tanto, ci fa bene una ferita in questa battaglia spirituale, per fortificare la nostra umiltà; non saremo mai vinti finché non avremo perso la vita o il coraggio.
Le imperfezioni e i peccati veniali non possono strapparci la vita spirituale, che si perde soltanto con il peccato mortale; è il coraggio di combattere che non dobbiamo perdere! Diceva Davide: Liberami, Signore, dalla vigliaccheria e dallo scoraggiamento. In questa guerra ci troviamo in una condizione di favore, perché, per vincere, ci basta la volontà di combattere.
Messaggio di S.Francesco di Sales
Fonte: “Filotea” di S.Francesco di Sales, cap.V
03. Oh Signore... il mio dolore è grande quanto il male che ho fatto, calpestandoti. Si, mi converto, ma come ottenere il tuo perdono?
Risp. A
8. Ai tuoi amici e fratelli dii pure con ogni amore: "Io, il vostro amorevolissimo Padre, ho già spalancato entrambe le braccia per stringerli tutti quanti al Mio Cuore eternamente, eternamente. Mai più devono distogliersi da Me, ma costantemente devono guardarmi in Volto, e il mio occhio dirà loro - sì lo annuncerà forte - quanto Io li ami, e come sono rette le mie intenzioni verso di loro.
9. Dii loro che ho allontanato dai miei occhi i loro peccati, e li ho lavati e resi bianchi come la neve; ora non c’è più alcun ostacolo. Non voglio più essere per loro un Padre invisibile; essi devono guardarmi sempre, e trastullarsi con Me e scherzare e rallegrarsi; tutte le loro preoccupazioni devono ora affidarle a Me.
10. Oh, con quale gioia voglio provvedere ulteriormente per loro! Oh, che cosa sono per Me, il Padre, tutte le gioie e le beatitudini dei miei Cieli in confronto a quella di essere amato dai miei diletti figli quale unico e vero Padre!
11. Vedi, tutte le beatitudini ve le dò in cambio di questa sola, che Io ho stabilito solo per Me, e perciò i Miei figli non devono neanche chiamare nessuno loro Padre se non unicamente e soltanto Me; poiché Io anche lo sono, e lo sono pure con ogni diritto, e nessuno può togliermi questo diritto, poiché Io sono l’Unico, il Solo, e all’infuori di Me non c’è più nessuno".
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" - vol.1, cap.3
Risp. B
2. […] Se volete il perdono dei vostri peccati, essi vi vengono perdonati qualora facciate vera penitenza per mezzo di Gesù, il quale è la Mia Parola viva e l’Amore in Me, e le porte del Cielo vi stanno aperte, e se volete entrare, potete entrare e qua vedere il Volto del vostro Padre santo, che sono Io, l’eterno Dio Jehova.
3. Questo voi potete farlo in virtù della Parola vivente, la quale è Gesù Cristo ovvero l’Amore e la Sapienza eterni in Me, da cui sgorga tutto ciò che è buono e vero […].
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" di Jakob Lorber - vol.1, cap.4
Risp. C
7. [...] Mi disse il Signore: «Fai attenzione e guarda». Io feci attenzione e vidi una scala di molti gradini, bellissima, con un grande numero di angeli che la circondavano e altri che per essa salivano e scendevano. E sua Maestà mi disse: «Questa è la misteriosa scala di Giacobbe, che è casa di Dio e porta del cielo. Se tu ti preparerai e la tua vita sarà tale che i miei occhi non vi trovino nulla da riprendere, tu per essa salirai a me».
8. Questa promessa eccitava il mio desiderio, accendeva la mia volontà e teneva sospeso il mio spirito. Di conseguenza, con molte lacrime, mi lamentavo di essere io medesima un peso a me stessa. Sospiravo la fine della mia schiavitù e desideravo raggiungere la meta dove non c'è più ostacolo che possa impedire l'amore. In queste ansie passai alcuni giorni, procurando di perfezionare la mia vita, facendo di nuovo la confessione generale e riformando alcune imperfezioni. Sempre continuava la visione della scala, ma non ne intendevo il siguificato. Feci anche molte promesse al Signore, proponendo nuovamente di allontanarmi da ogni cosa terrena e di conservare libera la mia volontà per amare lui solo senza lasciarla inclinare verso cosa alcuna, per quanto minima e fuor di sospetto; respinsi e ripudiai ogni cosa vana e visibile. Avendo trascorso alcuni giorni in questi affetti e in tale disposizione, l'Altissimo mi rivelò che quella scala rappresentava la vita, le virtù e i misteri della santissima Vergine. E mi disse: «Voglio, o mia sposa, che tu salga per questa scala di Giacobbe, che tu venga a conoscere attraverso questa porta del cielo i miei attributi e a contemplare la mia divinità: sali, dunque, affrettati, ascendi a me per essa. Questi angeli che l'assistono e l'accompagnano sono quelli che io ho destinato a custodia, difesa e presidio di questa città di Sion. Fai attenzione e, meditando queste virtù, impegnati ad imitarle». Così mi parve di salire per questa scala e di conoscere la più grande meraviglia, il prodigio più ineffabile del Signore in una semplice creatura, la più grande santità e perfezione delle virtù che abbia mai operato il braccio dell'Onnipotente. Alla sommità di questa scala vidi il Signore dei signori e la Regina di tutto il creato: mi ordinarono di glorificarlo, lodarlo ed esaltarlo per questi magnifici misteri e di scrivere tutto ciò che ne avessi inteso.
Messaggio di S.Maria D'Agreda
Fonte: "La Mistica Città di Dio" di S.Maria D'Agreda - Libro I, cap.1
04. Trovo difficoltà nel mio cammino di conversione; cosa posso fare per procedere più speditamente?
Quando il giovane Tobia ricevette l’ordine di recarsi a Rage, rispose: "Non conosco la strada". Il padre gli disse allora: "Và tranquillo e cerca qualcuno che ti faccia da guida".
Ti dico la stessa cosa, Filotea. Vuoi metterti in cammino verso la devozione con sicurezza? Trova qualche uomo capace che ti sia di guida e ti accompagni; è la raccomandazione delle raccomandazioni. Qualunque cosa tu cerchi, dice il devoto Avila, troverai con certezza la volontà di Dio soltanto sul cammino di una umile obbedienza, tanto raccomandata e messa in pratica dai devoti del tempo antico.
La Beata Madre Teresa, vedendo Caterina di Cordova fare grandi penitenze, ebbe un grande desiderio di imitarla contro il parere del confessore che glielo proibiva e al quale era tentata di non obbedire, almeno in questo; Dio allora le disse: "Figlia mia, tu stai camminando su una strada buona e sicura. Vedi le sue penitenze? Eppure io preferisco la tua obbedienza! Teresa concepì tanto amore per questa virtù che, oltre all’obbedienza dovuta ai Superiori, votò una particolare obbedienza ad un uomo straordinario, impegnandosi a seguirne la direzione e la guida; ne ebbe grandi consolazioni. Prima e dopo di lei, è capitata la stessa cosa a molte anime elette che, per garantirsi una più perfetta sottomissione a Dio, hanno posto la loro volontà sotto la direzione dei suoi servi; cosa che S.Caterina da Siena elogia con sante espressioni nei suoi Dialoghi.
La devota principessa S.Elisabetta obbediva, con estrema esattezza, al dotto Maestro Corrado; ecco un consiglio dato da S.Luigi sul letto di morte a suo figlio: "Confessati spesso, scegli un confessore adatto, che sia molto prudente e che possa insegnarti con sicurezza a fare il tuo dovere".
"L’amico fedele, dice la S.Scrittura, è una forte protezione; chi lo trova, trova un tesoro". L’amico fedele è un balsamo di vita e d’immortalità; coloro che temono Dio, lo trovano. Queste parole divine si riferiscono, in primo luogo, come puoi notare, all’immortalità, per camminare verso la quale è necessario, prima di tutto, avere un amico fedele che diriga le nostre azioni con le sue esortazioni e i suoi consigli; ci eviterà così i tranelli e gli inganni del nemico; sarà per noi un tesoro di sapienza nelle afflizioni, nelle tristezze e nelle cadute; sarà il balsamo per alleviare e consolare i nostri cuori nelle malattie spirituali; ci proteggerà dal male e ci renderà stabili nel bene; e se dovesse colpirci qualche infermità, impedirà che diventi mortale e ci farà guarire.
Ma chi può trovare un amico di tal sorta? Risponde il saggio: "Coloro che temono Dio"; ossia gli umili, che desiderano ardentemente avanzare nella vita spirituale.
Giacché ti sta tanto a cuore camminare con una buona guida, in questo santo viaggio della devozione, cara Filotea, prega Iddio, con grande insistenza, che ne provveda una secondo il suo cuore; e poi non dubitare: sii certa che, a costo di mandare un Angelo dal cielo, come fece per il giovane Tobia, ti manderà una guida capace e fedele.
Per te deve rimanere sempre un Angelo: ossia, quando l’avrai trovato, non fermarti a dargli stima come uomo, e non riporre la fiducia nelle sue capacità umane, ma in Dio soltanto, che ti incoraggerà e ti parlerà tramite quell’uomo, ponendogli nel cuore e sulla bocca ciò che sarà utile al tuo bene; tu devi ascoltarlo come un Angelo venuto dal cielo per condurti là. Parla con lui a cuore aperto, in piena sincerità e schiettezza; manifestagli con chiarezza il bene e il male senza infingimenti e dissimulazione: in tal modo il bene sarà apprezzato e reso più solido e il male corretto e riparato; nelle afflizioni ti sarà di sollievo e di forza, nelle consolazioni di moderazione e misura.
Devi riporre in lui una fiducia senza limiti, unita a un grande rispetto, ma in modo che il rispetto non diminuisca la fiducia e la fiducia non tolga il rispetto. Apriti a lui con il rispetto di una figlia verso il padre e portagli rispetto con la fiducia di un figlio verso la madre; per dirla in breve: deve essere un'amicizia forte e dolce, santa, sacra, degna di Dio, divina, spirituale.
A tal fine, scegline uno tra mille, dice Avila; io ti dico, uno tra diecimila, perché se ne trovano meno di quanto si dica capaci di tale compito. Deve essere ricco di carità, di scienza e di prudenza: se manca una di queste tre qualità, c’è pericolo. Ti ripeto, chiedilo a Dio e, una volta che l’hai trovato, benedici la sua divina Maestà, fermati a quello e non cercarne altri; ma avviati, con semplicità, umiltà e confidenza; il tuo sarà un viaggio felice.
Messaggio di S.Francesco di Sales
Fonte: “Filotea” di S.Francesco di Sales, cap.4