Asteroidi
01. Qualche scienziato ammette che la cintura di asteroridi fra Marte e Giove sia il residuo di un pianeta distrutto. Potrei saperne di più?
18. Certamente voi domanderete: “Perché Io ho distrutto un simile corpo celeste?”. Vedete, veramente non l’ho proprio distrutto, bensì l’ho diviso in quattro mondi più piccoli a causa di una grande discordia sorta tra gli abitanti dello stesso. E vedete, come da voi l’oro, l’argento e i diamanti, così su questo pianeta queste pietre bianche [quelle perfettamente bianche sparse sul monte Koralpe, in Austria] erano vere pietre dello scandalo. Perché per una pietra simile, che voi avete visto giacere inutilmente lì, questi abitanti si sono strozzati a migliaia e migliaia e si sono suddivisi in quattro rami principali, i quali, nel modo più ostinato, si perseguitavano reciprocamente a causa di queste. E questo perché tra di loro si immaginavano che chi non possedeva una pietra simile, non poteva essere intelligente e poteva essere soltanto un animale ignorante. Perciò i più potenti raccolsero queste pietre in massa, anzi a montagne, e non lasciavano nulla di ciò ai più deboli, per poterli poi tiranneggiare tanto più facilmente. E così questa truffa ed avidità di possesso giunse così lontano che i possessori di tali pietre si consideravano dèi e si imponevano come tali al resto del popolo.
19. Tra tali “dèi” però uno voleva essere al di sopra dell’altro. Perciò ognuno scavava, per quanto fosse possibile, nelle viscere di questo corpo celeste, per fare del suo mucchio di pietre il più grande possibile e dimostrare con ciò la sua divinità. Cosa successe poi? Tali dèi maltrattarono il popolo nel modo più crudele e lo costrinsero a scavare giorno e notte nelle viscere di questo pianeta. Altri dèi si radunarono in grandi bande per diminuire con la violenza ad un’altro “dio” il suo cumulo di pietre. E così andò avanti, finché questi “dèi”, di cui ne esistevano a centinaia, si ridussero reciprocamente fino a quattro. Ora questi quattro fecero raccogliere dai loro popoli tali pietre da tutte le regioni del pianeta ed eressero addirittura delle montagne molto ampie con le stesse.
20. Con tale coltura delle pietre le altre colture del paese passarono in seconda linea ed i popoli, insieme ai loro dèi, furono a due passi dal morire di fame. Allora questi quattro dèi emanarono proprio una bella legge: vale a dire, i popoli di un dio potevano catturare i popoli dell’altro dio e mangiarli, come voi fate con la selvaggina! Vedete, questo fu il momento in cui questi dèi si permisero troppo. Ad un tale calcolo Io dovetti poi certo anche tracciare una potente linea.
21. Un Mio cenno, ed un angelo frantumò l’intero corpo celeste in quattro parti e formò così quattro corpi celesti separati più piccoli. Tutte queste pietre però vennero scagliate fuori in una sola volta nel vasto spazio cosmico, alcune di esse poi, secondo la Mia segreta Volontà, caddero sulla Terra, alcune sulla Luna, molte sul Sole. La maggior parte tuttavia sta ancora cadendo fino all’epoca attuale nello spazio infinito. Vedete, questa è, in breve, la ben fondata causa della caduta di tali pietre in quantità maggiore e minore sul vostro corpo terrestre, con le quali si è formata qui e là un’intera catena montuosa sulla Terra.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Doni del Cielo" di Jakob Lorber - vol.1, cap.62
