Sacerdozio

01. Il sacerdozio? Un lavoro come un altro!

 

11. Ai Miei domestici e servi dii: "I miei incarichi non sono banche di cambio e non sono botteghe di denaro! Chi infatti mi serve a motivo del denaro, quegli non mi serve per amore; ma chi non mi serve per amore, il suo servizio mi è estraneo, come Io devo essere del tutto estraneo per lui, dal momento che non mi serve per amore; con lui ho già chiuso il conto. 

Come può dirsi servo fedele, colui che come un ladro vendette per i prezzi più scandalosi i tesori del padrone senza autorizzazione? Iscariota per lo meno mi vendette per trenta denari d’argento, senza prevedere ciò che sarebbe stato di Me; poiché egli era accecato e andò perduto. Adesso però, essendo Io già martirizzato, ucciso e di nuovo risorto, mi si può avere ad ogni minuto per i prezzi più scandalosamente ridicoli. Oh voi scandalosi ladri, voi assassini, a che cosa vi dovrò paragonare? Voi figli del drago, voi razza di vipere, voi prole di serpenti! E’ così che mi servite? E’ in queste condizioni che devo trovarvi? Vi feci sì dire, tramite il mio caro Paolo, che colui che serve all’altare deve anche vivere dell’altare, ma solo dalle opere dell’amore, che produce ogni bene; voi però non avete opere d’amore, perciò siete briganti e ladri, e assassini a tradimento del Vangelo e di ogni verità. Sappiate questo: “Com’è il lavoro, così la paga!”. L’amore non si può avere per denaro, ma solo di nuovo con l’amore. Io sono l’Amore stesso e, senza eccezione, non mi si può avere a nessun altro prezzo se non di nuovo solo con l’amore. Con l’amore vi ho riscattati tutti; perciò pretendo, da voi tutti, di nuovo amore. Perciò chi vuole servirmi, mi serva nell’amore nel quale Io per lui sono morto in Croce; e chi vuole venire a Me, venga a Me in quell’amore che sanguinò per lui sulla Croce".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: “Il Governo della Famiglia di Dio”  di Jakob Lorber - vol.1, cap.2