Inferno
01. Inferno e diavoli, fuochi e forconi, punizioni e premi... ahahah che ridere con questi cavernicoli che credono ancora in queste cose!
[…] Un giorno avevo sentito un sacerdote che diceva che l'inferno e i diavoli non esistono! Io ho tirato la conclusione: ho pensato dentro di me che se i diavoli non esistono, tutti andiamo in cielo. Adesso non avevo più nessun motivo per avere paura! Devo riconoscere con vergogna che in quel tempo, l'unica cosa che ancora mi manteneva legata alla Chiesa era proprio la paura del diavolo. Ma da quando mi hanno detto che non esiste l'inferno, nè il demonio, mi dicevo: "Be... se non esiste, tutti andiamo in Cielo, non importa come ci comportiamo". Questo fatto ha determinato il mio l'allontanamento definitivo dal Signore.
Mi sono allontanata dal Signore, parlavo male della Chiesa, dicendo stupidaggini ... Non avevo più paura del peccato e la mia relazione col Signore si deteriorava sempre di più. Ho cominciato a dire a tutti che il demonio non esiste, che era una invenzione dei preti, idee inventate per manipolare la gente. Dicevo queste cose anche ai miei compagni dell'università e sono riuscita a influenzare molta gente. Bene, dicevo anche che Dio non esisteva e che noi siamo frutto dell'evoluzione. E adesso, all'improvviso, che grande scossone! Alla fine, Dio esiste, i demoni esistono, anzi, non solo esistono, ma mi vengono a prendere... vedevo infatti alcuni demoni che chiedevano la ricompensa che gli era dovuta per aver accettato la loro offerta col peccato. Il pagamento ero io stessa: Chi, Io! I peccati hanno le loro conseguenze.
In quel momento ho cominciato a vedere che dalle pareti della sala operatoria uscivano moltissime persone. Apparentemente sembravano persone comuni, ma avevano uno sguardo pieno di odio, pauroso, diabolico, che mi faceva tremare. Prendevo coscienza che erano demoni. Era come se avessi ricevuto una sapienza speciale; comprendevo che a ciascuno di loro dovevo qualcosa, il peccato non era stato gratuito e la mia più grande infamia e menzogna è stata quella di aver detto che il demonio non esiste. Far credere che non esiste, ecco il più grande stratagemma che permette al demonio di lavorare senza essere disturbato! Adesso scopro con terrore che egli non solo esiste, ma è là, mi circonda, viene a prendermi. Immaginate che spavento! Che terrore!
La mia mente scientifica e intellettuale non mi serviva per niente, adesso. Mi rotolavo nel pavimento e dentro la mia carne sperando che il mio corpo mi ricevesse ancora, ma invano. Uno spavento terribile!
Impaurita, sono fuggita correndo, non so come, ho attraversato la parete della sala operatoria, volevo fuggire, nascondermi nei corridoi dell'ospedale, ma una volta attraversata la parete... "zap", sono caduta nel vuoto...
Sono passata dentro una quantità di gallerie, sempre verso il basso. All'inizio vedevo alcune luci, come sciami di api, dove c'era moltissima gente, adolescenti, anziani, uomini e donne e io, sconfitta, scendevo sempre più in basso, la luce diminuiva sempre di più e vagavo dentro quelle gallerie avvolta in tenebre spaventose, fino ad arrivare a tenebre così fitte, che non hanno comparazione con quelle da noi conosciute. Pensiamo al buio più buio che riusciamo a immaginare. E’ come la luce di mezzogiorno, solo che sono tenebre. E’ una oscurità vivente! In quale luogo niente è morto o inerte. Sono tenebre che, per se stesse provocano dolore, orrore, vergogna e puzzano.
Terminata quella discesa, finalmente sono arrivata in un luogo pianeggiante, ero disperata e con la volontà di ferro di uscire da lì, la stessa volontà di ferro di avanzare nella vita come prima, solo che ora non mi serviva a niente. Vedevo la terra che si apriva, come una bocca enorme. Era viva, viva! Sentivo un vuoto impressionante in tutto il mio corpo e, sotto di me, c'era un'abisso spaventoso, orribile... era così spaventoso perché non si sentiva nemmeno un poco di Amor di Dio, nè la più piccola goccia di speranza. In quella apertura c'era qualcosa che succhiava dentro. Cominciai a gridare come una pazza, impaurita, terrorizzata perché, per quanto volessi, non potevo fermare quella discesa. Sapevo che non c'era alcun rimedio, ero destinata ad entrare là dentro; e sapevo anche che, una volta entrata, non potevo più uscire. Era la morte spirituale della mia anima, la mia perdizione eterna.
Ero in preda ad un grande terrore, ma quando stavo per entrare in quel buco, S.Michele Arcangelo mi ha trattenuta, afferrandomi i piedi. Il mio corpo era già entrato dentro, ma i piedi erano rimasti fuori, trattenuti da sopra. E’ stato un momento tremendo, molto doloroso. Avevo ancora un piccolo barlume di luce, e questo incomodava i demoni, che si lanciarono contro di me, come sanguisughe. Erano degli esseri orribili. Potete immaginare, che orrore, nel vedermi coperta da quelle orribili creature. Io continuavo a gridare come una pazza! Quelle creature bruciavano. Erano tenebre vive, odio bruciante, che divora! Non ho parole per poterle descrivere.
Io mi consideravo atea, ma in quel momento mi sono dimenticata di questo e ho cominciato a gridare: "Anime del Purgatorio aiutatemi! Per favore, fatemi uscire da qui!". Mentre gridavo, ho cominciato a sentire come un pianto di migliaia di persone! E, all'improvviso li comincio a vedere: erano migliaia e migliaia di persone, giovani, soprattutto giovani, in preda a tanto, tanto dolore. Mi sono accorta che in quel luogo terribile, in quel pantano di odio e di dolore, sentivo "stridore di denti, gemiti e lamenti” che mi facevano tremare e che ancora oggi non riesco a dimenticare. Son passati molti anni, ma ancora oggi, piango e soffro, ricordando il dolore di quelle persone.
Messaggio di Gloria Polo
Fonte: "Dall'illusione alla Verità" di Gloria Polo
02. Suvvia, se Dio è buono e perdona volentieri, perchè mai dovrebbe destinarmi all'inferno per qualche mio peccatuccio?
"Come già ti ho detto, concedo Pietà e Perdono a chi supplica la Mia Pietà ed il Mio Perdono, ma chi continua ad affondare nel peccato e non si pente non può avere Misericordia, non può avere Perdono, perché rifiuta la Mia Misericordia, rifiuta il Mio Perdono. Ecco, il mondo presente sta procedendo verso la continua ribellione. Dimmi, sposa cara, come posso perdonare il peccato a chi neppure lo riconosce come tale? Non avrà Perdono chi personalmente non lo chiede, le suppliche dei Miei amici cari e fedeli, delle Mie spose amate, le suppliche anche della Dolce Mia Madre sono sempre ascoltate da Me, ma il Perdono deve essere chiesto personalmente, con il rimorso per aver peccato".
Messaggio di Gesù del 27 settembre 2009
Fonte: www.sapienzaweisheit.com
03. Se la Giustizia di Dio è Infinita come Dio stesso, chi mai può scampare all'inferno?
"Anime deboli, anime peccatrici, più che temere la mia Giustizia, contemplate la mia Bontà! Avete tanto bisogno del mio aiuto e della mia Misericordia!... Risolvetevi a lasciare il peccato, non amareggiate più il vostro Gesù che tanto vi ama! Venite a me!...
Io sono l'Onnipotente Medico, pronto a curare le vostre piaghe! Sono il Riparatore delle miserie umane e pago per voi presso il Padre mio Celeste! Sono Fonte di salvezza! Sono Gesù, il Salvatore del mondo, e voglio salvarvi dall'ira divina e dalla morte eterna! Sono l'Agnello di Dio, che cancella i peccati e ridona la pace! Sono Porta sicura di eternità! Chi segue i miei insegnamenti, entrerà in cielo, nel mio regno!".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Affidiamoci a Maria" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)
04. Esempi di punizioni infernali
Esempio n.1
Tutti i peccatori, col respiro sospeso, stavano in attesa di ciò che sarebbe successo. Essi capivano perfettamente che nessuno fra loro avrebbe potuto sfuggire alla terribile punizione di Satana, e, nell'attesa, un terrore segreto li agghiacciava. Appena cessò il rumore prodotto dalla fuga del mostro, la bella dai capelli rossi si avvicinò spontaneamente al trono e gettandosi indietro le chiome fiammeggianti, fissò Satana col suo sguardo ardente. Ma gli occhi di Satana erano pieni di ironia, ed egli, con un sorriso cattivo, le disse: "Conosco la tua fama terrena. Tu eri una famosa cortigiana, la cui bellezza ed intelligenza furono ammirate da vecchi e giovani, senza distinzione di età. Tu eri ricchissima, e nel tuo palazzo si raccoglieva tutta la migliore aristocrazia della tua epoca. Avevi sempre dichiarato che non riconoscevi altro che le cose materiali e terrestri. Unica occupazione della tua vita fu il libertinaggio, e tu provavi grande gioia nel distruggere la vita e la felicità altrui. Amavi soggiogare un uomo e poi essere per lui come una serpe. Ebbene, ora per questi tuoi peccati dovrai strisciare, come una serpe, dinanzi ai miei demoni, che non ti abbandoneranno mai. Essi ti obbligheranno a fare ciò che ad essi piacerà, e tu non potrai mai ribellarti".
"Abbi pietà di me" disse la bella, cadendo in ginocchio dinanzi al trono e tenendo verso Satana in un gesto disperato le sue braccia, per la prima volta impotenti nella loro bellezza. Ma Satana continuava a ridere, e ad un suo cenno una folla di demoni afferrarono la bella e, fra salti e lazzi, la trascinarono verso l'uscita, godendo per tempo delle sofferenze che le avrebbero causato.
Fonte: "Il Mio Sonno Letargico di 9 Giorni" di Funny Moisseieva (1929)
Esempio n.2
In quell'istante accanto al vecchio apparve una figura nera indistinta. Satana si sedette.
"Io non ti farò subire alcuna tortura fisica" - continuò fra il più completo silenzio della massa - "perché comprendo perfettamente che esse non sarebbero appropriate a te, che non le avresti meritate. Io non ti lascerò nel mio regno ma ti manderò sulla terra, mettendoti accanto un compagno, che ti accompagnerà alle riunioni dei tuoi seguaci. Tu assisterai alle loro riunioni e sentirai i loro sacrileghi discorsi, udrai i loro errori che tu stesso hai ispirato loro e dei quali tu ti sei pentito solo ora. Ascoltando i loro errori tenterai invano di dirigerli per la retta via facendo loro dimenticare la tua falsa dottrina, ma la tua voce non si sentirà e sarai per loro invisibile e intangibile. E la tua punizione sarà ancor più grande quanto più i tuoi sforzi non approderanno a nulla".
Così sarà per un tempo lunghissimo. Poi io ti invierò su di un pianeta, tutto coperto di un mare eternamente tempestoso. In mezzo a questo mare vi è solo un'alta roccia al di sopra della quale passeranno i miei fedeli sudditi trasportando nel mio regno tutti i tuoi seguaci. Tu starai sempre lì e vedrai continuamente come si riempie il mio regno in grazia delle tue dottrine. - Va'! - ed egli tese la mano con gesto imperioso.
Il vecchio silenziosamente si volse e, sempre accompagnato dall'ombra nera, si diresse verso l'uscita senza fretta e dignitosamente, seguito dallo sguardo attonito di tutti coloro che si trovavan nel salone infernale.
Fonte: "Il Mio Sonno Letargico di 9 Giorni" di Funny Moisseieva (1929)
Esempio n.3
Tutti i peccatori insieme intonarono un canto e fra uno stridore di fischi assordanti apparve un corpo di ballo composto da migliaia di danzatrici. Tutte erano vestite identicamente: una sottanina cortissima fatta di verghe, mentre i fianchi e le spalle nude erano adorni di ghirlande di spine che causavano loro dolori insopportabili, ferendone le immagini incorporee ad ogni minimo movimento. Piene di tristezza, esse avvolsero il trono di Satana in un cerchio variopinto eseguendo un'antica, meticolosamente studiata e solenne danza. Ma pur volendo era impossibile capire il significato di queste complicate figure.
Esse erano state in terra delle danzatrici che avevano perseguito solamente i piaceri terreni, dimenticando completamente la loro vita dello spirito, dimenticando anche che, oltre alla vita terrena, esiste un'altra vita, quella eterna durante la quale si renderà conto di tutti i peccati commessi.
Poi apparvero qualche centinaio di ballerine di rango una migliore dell'altra. Erano le migliori ballerine che mai il mondo avesse avuto e si trovavano lì per essersi date troppo al peccato. Ve ne erano di ogni nazione. Avevano il volto triste e negli occhi e nelle pieghe della bocca si celava una profonda amarezza, che diceva meglio di ogni parola come la loro vita fosse penosa. Non avevano dimenticato però la loro arte e svolazzavano, leggere e graziose, eteree apparizioni, toccando appena l'arena con la punta dei piedi, sotto l'accompagnamento della musica infernale. Alcune sembrava si ricordassero dei loro successi passati e tenevano la testa alta, mentre altre invece piangevano sommessamente, pensando ai bei giorni felici, finiti per sempre. Di tanto in tanto si arrestavano ed assumevano degli atteggiamenti pittoreschi e languidi, dinanzi al trono del sovrano delle tenebre, che le guardava ridendo di un riso maligno, ma senza che il suo volto esprimesse vera allegria.
Ridevano assieme a lui anche tutti i demoni che si trovavano nella sala, ma i peccatori invece erano stremati per tutto ciò che avevano visto. Alcune ballerine, stremate per quella ridda ininterrotta, cadevano esauste in mezzo all'arena, ma subito si slanciavano lor addosso i feroci demoni, colpendole sui visi straziati e sfigurati. Esse invocavano pietà in ginocchio, disperate, ma sempre invano. Nessuna preghiera, nessun grido poteva commuovere Satana che non cessava di ridere. Ed i suoi servi, con novella foga, trascinavano le ballerine che singhiozzavano. Di nuovo dinanzi al trono si formò uno spazio libero. Satana, sempre tenebroso, disse a voce alta: "Non c'è allegria, mi sento triste". Come un uragano tuonò la sua terribile voce e nessuno si sentì di sopportare il suo sinistro sguardo. Agitando le enormi sue ali si alzò in tutta la sua statura e sulla sua fronte apparvero delle rughe. Come mosche le ballerine ronzavano attorno a lui, per divertirlo.
Allora gli spiriti del male le spinsero da parte per lasciare il posto ad un coro che si avvicinava. Ma per quanto il coro eseguisse dei canti bellissimi, pure Satana, immerso in chissà quali tristi pensieri, non prestò alcuna attenzione al coro, i cui canti si estinguevano prima di giungere al suo orecchio. Egli fissava un punto indefinito dello spazio. I coristi, dopo aver emesso le ultime note della canzone, alzarono supplichevolmente gli occhi verso il tremendo Satana, ma non ricevettero da lui alcuna lode; anzi, frecce di fuoco, apparse improvvisamente, si conficcarono loro nel petto. Entrarono poi saltando dei ballerini, entrarono dei giocolieri, dei pagliacci e degli acrobati, che eseguivano ogni sorta di esercizi comici e portentosi. E la mia attenzione fu attratta in special modo da un pagliaccetto dai capelli rossi, i cui capelli ricciuti erano tutti arruffati. Egli si esibì in ogni specie di esercizi, tentando di far ridere con delle smorfie straordinarie e mai viste prima d'allora. La sua bocca cercava di abbozzare un sorriso e tutto il suo essere tentava di assumere un aspetto gaio. Ma era evidente la sua tragica situazione e mi fu possibile notare subito il dolore intimo che lo rodeva. Egli mi fece una pietà immensa. Ma anch'egli seguì la sorte degli altri e fu condotto via da un demonio grigio.
Fonte: "Il Mio Sonno Letargico di 9 Giorni" di Funny Moisseieva (1929)