Spiritismo
01. E' possibile anche a me parlare con gli spiriti o devo aspettare di essere morto per fare cose di questo genere?
17. Se un individuo presta liberamente ascolto ai buoni insegnamenti e alle ammonizioni esteriori anche contro le opposizioni e le tentazioni dei propri sensi, ed a tali insegnamenti conforma la propria vita, allora anche il tacito influsso dei buoni spiriti si fa sempre più potente, influsso però che nessuno percepisce, né deve percepire altrimenti se non come sua libera opera. Una volta che l’influenza del bene proveniente dai Cieli è divenuta tanto possente da aver attratto tutta l’anima in se stessa, allora il vero Spirito divino dell’Amore si desta in lei, compenetra l’intera anima e solo così essa giunge al primo gradino della perfezione, è poi già indistruttibilmente libera e, pur dimorando eventualmente ancora nella carne, può avere delle autentiche visioni e rivelazioni da parte di spiriti e perfino di angeli fra i più perfetti.
18. Ed è appunto allora che avviene spesso che tali uomini hanno delle visioni e possono comunicare con le anime dell’Aldilà facendosi istruire personalmente dalle stesse, e possono anche dare notizie vere e fedeli di tutto ciò anche ai loro simili che si trovano ancora nello stato naturale. Chi presta loro fede, fa certo molto bene; soltanto non deve chiedere subito di poter apprendere egli stesso direttamente tali cose, perché ciò non può verificarsi prima che egli non abbia raggiunto la maturità spirituale dell’anima di cui ho detto prima.
19. Ciascun uomo però deve anzitutto comportarsi secondo i buoni insegnamenti ricevuti, e poi fare accuratamente attenzione al proprio animo nonché pure alle malvagie passioni spesso sonnecchianti nella propria carne che si manifestano fin troppo chiaramente nella pigrizia, nell’avversione al lavoro, nella brama dei diletti carnali, nell’egoismo, nella testardaggine, nell’orgoglio, nell’invidia, nell’avarizia e nella brama di dominio. A queste ultime passioni egli deve opporsi con la potenza dell’amore per Dio e per il prossimo, con la pazienza, l’umiltà e la mansuetudine, e così egli non tarderà molto a constatare che i buoni spiriti gli si riveleranno in maniera più evidente e più percettibile.
20. Del resto, in realtà, non c’è ormai più alcun uomo al quale non sia stato concesso almeno una volta di avere certi cenni e perfino visioni dell’Aldilà. Ma se poi l’uomo getta tutto al vento e lo considera come una semplice illusione dei sensi, in questo caso non è possibile venire in suo aiuto».
Messaggio di Gesù
Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" - vol.6, cap.225