Tentazione
01. Signore! Troppo grande è la potenza seduttiva del mondo. Dammi il Tuo Amore, perché io vinca il mondo!
3. […] L’Amore è dato a voi fin dall’inizio; esso infatti è propriamente la vera vita in voi, così come la Potenza lo è nelle Mie creature. La Potenza proviene anch’essa dal Mio Amore, e tuttavia non è l’Amore stesso, non essendovi in essa libertà, ma solo l’effetto dell’Amore. Essa però di per sé è senza vita - per cui anche tutto ciò che proviene dalla Potenza è di per sé morta materia, dalla vita solo apparente, mentre in realtà è la morte.
4. Perciò se qualcuno attacca il suo amore al mondo materiale, il suo amore di per sé viene schiacciato dalla potenza della morte, e la conseguenza è poi la sorte della materia, ovvero la morte.
5. Chi invece rivolge a Me il suo amore e si attacca a Me, quegli unisce il suo amore di nuovo con l’Amore ovvero con la Vita di ogni vita; costui allora diventa vivo in tutto e per tutto.
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" di Jakob Lorber - vol.1, cap.4
02. Se Dio è Buono, perchè tenta la gente?
125. ...[Lucifero] parlando col Signore, disse: «Signore, dato che la tua mano è stata tanto severa con me, castigandomi con così grande crudeltà, e poiché hai determinato tutto quanto hai voluto a favore degli uomini che vuoi creare, e vuoi magnificare e innalzare così tanto il Verbo incarnato, non tralasciando di arricchire coi doni che le prepari quella donna che deve essere sua Madre, usa almeno equità e giustizia. Inoltre, poiché mi desti licenza di perseguitare gli altri uomini, dammela anche perché io possa tentare e osteggiare questo Cristo Dio-uomo e la donna che sarà Madre sua, e dammela in modo che io possa usare in questo tutte le mie forze». Altre cose disse allora Lucifero, e conoscendo che senza il consenso del Signore onnipotente niente avrebbe potuto intraprendere, si umiliò a chiederla, per quanto violenta fosse tale umiltà nella sua superbia, perché l'ira e le brame di conseguire quello che desiderava erano così grandi, che la sua superbia si arrese ad esse, cedendo l'una malvagità all'altra. Ma per tentare Cristo Signore nostro e particolarmente la sua santissima Madre, si sarebbe umiliato infinite volte, benché temesse che lei gli avrebbe schiacciato la testa.
126. Rispose il Signore: «Non devi, satana, chiedere come debito di giustizia un simile permesso e licenza, perché il Verbo incarnato è tuo Dio e Signore onnipotente e supremo, per quanto debba essere unitamente vero uomo, mentre tu non sei che una sua creatura. Infatti, se gli altri uomini peccheranno e per questo si assoggetteranno al tuo volere, tuttavia nel mio Unigenito incarnato il peccato non può aver luogo, e, se farai schiavi della colpa gli uomini, Cristo sarà santo, giusto e separato dai peccatori, i quali anzi, cadendo, saranno da lui sollevati e redenti. Non solo, ma quella donna stessa contro cui covi tanta rabbia, benché creatura e figlia di semplice uomo, nondimeno ho già determinato di preservarla dal peccato e sempre deve essere mia, né per titolo o diritto di sorta voglio che tu abbia mai parte in lei».
127. Satana replicò: «Dunque, quale meraviglia che questa donna sia santa se mai deve avere nemico che la perseguiti e inciti al peccato? Ciò non è equità né retta giustizia, né può essere conveniente, né consigliabile». Lucifero aggiunse altre bestemmie con arrogante superbia, ma l'Altissimo, che tutto dispone con infinita sapienza, gli rispose: «Io ti darò licenza perché tu possa tentare Cristo, che in ciò sarà esempio e maestro per gli altri. Te la do anche per perseguitare questa Donna, ma non potrai stendere la mano su di lei: voglio che Cristo e sua Madre non facciano eccezione in questo, ma che siano tentati da te come gli altri». Il serpente si rallegrò per un simile permesso più che per l'altro che già aveva di perseguitare il genere umano, anzi, per effettuarlo, si propose di impiegare maggior cura - come fece - che in qualsivoglia altra impresa; e non volle affidarla ad altro demonio, ma eseguirla da se stesso.
Messaggio di S.Maria D'Agreda
Fonte: "La Mistica Città di Dio" di S.Maria D'Agreda - Libro I, cap.10
03. Cos'è esattamente la tentazione, da dove viene e come ce se ne libera?
"La debolezza umana è grande. La tentazione viene come per sottoporre a prova la virtù, come un tentativo di indurre la mente e la volontà sulla via dell'egoismo, sulla via dell'amore di se stessi, sul sentiero del peccato. La tentazione è dunque un richiamo della natura disordinata. Essa sopraggiunge con tutta la forza delle passioni, con lo scopo di conquistare l'anima. Nello stesso tempo, però, anch'io voglio conquistare l'anima impadronendomi delle forze che causano la tentazione, per indirizzarle verso l'amore di Dio e del prossimo.
Messaggio di Gesù
Fonte: "Rinnegare se stessi per vivere in Cristo" di suor Maria-Jonela