Penitenza

01. E' vero che Gesù vuole cilici, fustigazioni a sangue e torture di ogni genere, magari davanti a un pio quadro?

 

Una volta Gesù mi disse: «Va' dalla Madre Superiora e pregala di autorizzarti a portare il cilicio per sette giorni e durante la notte ti alzerai una volta e verrai in cappella». Risposi di si, ma avevo una certa difficoltà a recarmi dalla Superiora. Verso sera Gesù mi chiese: «Fino a quando rimanderai?». Decisi di parlarne alla Madre Superiora al primo incontro. Il giorno dopo prima di mezzogiorno mi accorsi che la Madre Superiora andava in refettorio e siccome la cucina, il refettorio e la stanzetta di Suor Luisa si trovano quasi assieme, invitai la Madre Superiora nella stanzetta di Suor Luisa e le riferii la richiesta di Gesù. La Madre mi rispose: «Non le permetto di portare nessun cilicio. Nel modo più assoluto. Se Gesù le dà la forza di un colosso, le permetterò queste mortificazioni». Mi scusai con la Madre per averle fatto perdere tempo ed uscii dalla stanzetta. All'improvviso vidi Gesù in piedi sulla porta della cucina e Gli dissi: «Mi ordini di andare a chiedere delle penitenze, che la Madre Superiora non intende permettere». Allora Gesù mi disse: «Ero qui durante il colloquio con la Superiora e so tutto e non voglio le tue mortificazioni, ma l'obbedienza. Con questo Mi dai una grande gloria ed acquisti dei meriti per te».

 

Messaggio di S.Faustina Kowalska

Fonte: "Diario della Divina Misericordia" di S.Faustina Kowalska - Quaderno I, parte 1 - sez. 29 aprile 1926

02. Non è stupido per noi semplici uomini andarsi a cercare le sofferenze, dopo che Dio in persona è sceso dal Cielo per salvarci dalle sofferenze?

 

Risp. A

 

"Nei decreti del Divin Padre è stabilito che le creature si salvino con la cooperazione delle stesse creature. Ho bisogno quindi di anime corredentrici, che mi diano meriti abbondanti, affinchè il mio sangue scenda sui peccatori e li converta. Tutto ciò che si fa per i traviati, è un ristoro per me! Quale onore e quale merito il poter dire: "Nella breve giornata della mia vita ho dissetato tanto il mio Dio!".

Oh, come comprese bene il mio grido supplichevole la piccola Teresa Martine! E come l'ho resa grande in Cielo e sulla terra!".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Anime Ostie" di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)

 

Risp. B

 

"Chi soffre senza un ideale, resta schiacciato dal dolore; chi soffre per il più nobile ideale, cioè per piacere a me e darmi anime, pur sentendo il peso della Croce, gioisce e trova anche in terra la felicità! Chi porta con me la Croce, può camminare speditamente sulla via del Calvario.

Le anime generose, docili al mio lavorio, senza che se ne accorgano, subiscono delle trasformazioni radicali. Faccio amare la sofferenza, spingo a cercarla e a domandarla e l'anima arriva al punto da sentirsi a disagio se non ha qualche pena da offrirmi.

[...] Quanta sofferenza si spreca, per mancanza di un ideale!".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Anime Ostie" di Don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)

 

Risp. C

 

"Cuori apostolici, sappiate lavorare e sacrificatevi, perchè al Cielo non si arriva inghirlandandosi di rose, ma con la corona di spine in capo e con la croce sulla spalla, rivestiti di amore e di carità.

Amate i fiori vermigli!... Il fiore vermiglio dell'amore è il Sangue mio!... Inghirlandatevi di fiori vermigli, di sacrifici impreziositi dal mio Sangue. Il mio Divin Sangue, anche una sola goccia, può formare questi fiori che non marciscono e che sono i fiori del Divino Amore.

Pregate il Padre mio che è nel Cielo; pregatelo per i meriti del Sangue preziosissimo di me, Cristo Salvatore. Egli vi darà la sua grazia e vi coprirà d'amore".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Affidiamoci a Maria" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)

03. Per quale misterioso principio scientifico la mia aspra e personale penitenza tornebbe utile al mondo?

 

"I sacrifici, le preghiere e le opere buone delle vittime sono grazie per i peccatori.

Voglio farti conoscere come utilizzo i meriti impetratori. I peccatori sono molti e li conosco uno ad uno; ho tanta compassione del loro stato; intanto non posso forzare la loro volontà a lasciare il male. Allorchè ho dei meriti impetratori, dono delle pecorelle fedeli, li applico con somma sapienza, dando delle grazie attuali ai bisognosi, cioè illuminando la loro mente ottenebrata, commovendo il loro duro cuore; mi servo specialmente dei momenti di sofferenza, perchè allora il peccatore più facilmente rientra in sè.

Ora converto un moribondo ostinato nel male, ovvero un povero ferito; ora richiamo a me una famiglia a motivo di un lutto; libero da un grave pericolo un peccatore ed allora questi vede l'opera amorosa di un Dio... Continuamente lavoro nelle anime; non può trovarsi sulla terra un medico tanto premuroso per gli ammalati, quanto me per i peccatori. E' questa la mia missione di Redentore.

Se pregando per un peccatore determinato ed offrendo sacrifici, non se ne vede subito il ravvedimento, non si creda che sia stato inutile il merito impetratorio. Tutt'altro! Per lo più il peccatore per cui si prega, si converte, e se non subito, almeno prima di morire. Altre volte non applico la preghiera ed il sacrificio per quell'anima determinata, perchè prevedo che in quel tempo sprecherebbe la mia grazia, ed aspetto il momento più propizio; in tal caso applico il merito impetratorio ad altri, perchè più disposti a far fruttare la grazia divina.

Conosciuto il lavorio che io compio nel mondo, tu, piccola ostia, armati di santo coraggio e coopera indefessamente. Il mondo è vasto e vorrei assegnarti una porzione del mio gregge".

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)