Virtù
01. Oh Dio, come farò a fare ciò che mi chiedi?
Risp. A
4. [...] Un giorno vidi sei angeli santi che l'Onnipotente mi aveva assegnato per assistermi in quest'Opera guidandomi in essa, come in altre occasioni di combattimenti. Essi mi purificarono e mi prepararono. Fatto ciò, mi presentarono al Signore e sua Maestà diede alla mia anima una nuova luce, simile allo splendore della gloria, con la quale mi fortificò, rendendomi capace di vedere e conoscere ciò che sorpassa le mie forze di creatura terrena. Subito mi apparvero altri due angeli di gerarchia superiore, che udii chiamarmi con grande forza da parte del Signore; capivo che erano misteriosissimi e che mi volevano svelare sublimi arcani. Risposi loro con sollecitudine e, impaziente di godere di quel bene che mi annunziavano, con ardente desiderio manifestai la mia intenzione di vedere ciò che mi volevano rivelare ma che intanto mi celavano con fare misterioso. Subito essi mi risposero con decisione: «Fermati, o anima». Mi rivolsi alle loro Altezze e dissi: «Principi dell'Onnipotente e messaggeri del gran Re, perché, dopo avermi chiamato, ora mi trattenete così, facendo violenza alla mia volontà e ritardando la mia gioia e allegrezza? Quale forza è la vostra e quale il potere che mi chiama, mi infiamma, mi sollecita e mi trattiene, e tutto questo ad un tempo? E attirandomi dietro al profumo degli unguenti del mio diletto Signore mi trattenete tuttavia come con forti catene? Ditemi la ragione di questo». Mi risposero: «Perché è necessario, o anima, che per conoscere questi sublimi misteri, tu venga completamente spoglia dei tuoi desideri e delle tue passioni, poiché non si conciliano con le cattive inclinazioni. Togliti i sandali, come fu intimato di fare a Mosè, perché potesse guardare quel roveto miracoloso». Io risposi: «Principi e signori miei, molto fu chiesto a Mosè esigendo che nella sua natura terrena si comportasse come un angelo; ma egli era santo ed io peccatrice piena di miserie. Il mio cuore si turba e mi lamento di questa schiavitù e legge del peccato che nelle mie membra sento contraria a quella del mio spirito». Ed essi: «Anima, ti si chiederebbe una cosa assai violenta se la dovessi operare con le tue sole forze, ma l'Altissimo, che vuole e ricerca questa disposizione, è onnipotente e non ti negherà l'aiuto, se glielo domandi di cuore disponendoti a riceverlo. Il suo potere, che faceva ardere il roveto senza che si consumasse, sarà ben capace di far sì che l'anima imprigionata e chiusa nel fuoco delle passioni non bruci, se vuole liberarsi. Sua Maestà chiede ciò che vuole e può ciò che chiede e col suo aiuto tu puoi quel che ti ordina. Togliti i sandali, piangi amaramente e grida dal profondo del tuo cuore affinché venga udita la tua preghiera e si compia il tuo desiderio».
Messaggio di S.Maria D'Agreda
Fonte: "La Mistica Città di Dio" di S.Maria D'Agreda - Libro I, cap.1
Risp. B
“Le Sacre Scritture, la vita dei Santi e dei Martiri è tutta una storia di lotte tremende tra l'uomo e il Principe delle tenebre. Ricordate l'Angelo di Tobia che libera Sara, e mille altri episodi.
In questa lotta, a fianco dell'uomo che Io non ho voluto solo, perché altrimenti la lotta sarebbe stata impari, ho messo un mio Angelo, un Angelo sempre pronto ad intervenire ogni qualvolta ne è richiesto.
Purtroppo l'incredulità fa sì che pochi ricorrano a lui.
Quante volte i miei Angeli, vostri custodi, sono costretti dalla incredulità umana alla passività quasi assoluta! Quante volte sono costretti a ritirarsi per non assistere allo scempio che l'uomo fa di se stesso! Povero uomo che vai brancolando nelle tenebre, quando Io ti ho tracciato una strada di luce, i... Mezzi di difesa? Ma sono tanti!
Ci sono i Sacramenti, i Sacramentali, la preghiera. Ma nessun mezzo vale quando l'anima è nel buio, e oggi moltissime anime sono nel buio più profondo. La mancanza di fede porta tenebre nelle anime”.
Messaggio di Gesù del 23 novembre 1975
Fonte: “Figlioli Miei Coraggio” di Mons. Ottavio Michelini
Risp. C
"Io vi ho indicato qual è il nutrimento che vi fa sempre più simili a Dio: è il Corpo e il Sangue Mio. Io sono Dio e conferisco alle creature che di Me si nutrono il privilegio ineffabile di divenire sempre più simili a Me nella capacità di discernimento, nell’amore del cuore, nell’esercizio della propria volontà.
I Miei Canali sono accessibili a chiunque desideri accostarsi; ma quanti anelano a Me? Pochi uomini affluiscono nel Mio Tempio. I più sono immersi in realtà ben poco edificanti: vivono come bruti, pur essendo forniti di intelletto; strisciano per terra e si nutrono di fango, pur potendo avere il nettare prezioso che li rende capaci di volare, felici, nell’azzurro luminoso del Cielo".
Messaggio di Gesù del 26 dicembre 1992
Fonte: www.sapienzaweisheit.com
Risp. D
"Sappi, o anima cara, che ogni principio è forte. Non scoraggiarti se al momento della prova sentirai tutta la tua debolezza. La provai anch'io nel Jetsemani ed esclamai: "Lo spirito è pronto, ma la carne è debole!". Chiamami subito in aiuto e la mia grazia ti sosterrà, come ha sostenuto i Martiri e come sostiene ogni giorno le vittime straordinarie".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli, p.16
02. La "virtù delle piccole cose"...in cosa consisterebbe?
"Piccole cose, ma continue, accompagnate dal puro amore; mettiti nelle mie mani, perchè io faccia di te ciò che voglio, secondo il mio beneplacito. Tutto quello che mi darai, andrà a bene delle anime. Non credere che dando al prossimo, tu ne abbia a perdere! Guadagnerai di più, perchè tutti i tuoi atti avranno il profumo della carità.
Ti chiarisco il mio pensiero. Tu, o anima, sei piccola e non puoi fare cose grandi. Ricorda però che le montagne sono fatte di granellini di sabbia ed il mare di gocce di acqua; così è della vita spirituale. Sii fedele nelle piccole cose, con l'unica intenzione di piacere a me. Io raccoglierò tutto come gocce di balsamo prezioso. Una parola taciuta, uno sguardo represso, un affetto mortificato, un pensiero piacevole troncato... questi piccoli atti, uniti ai miei meriti infiniti, acquistano un grande valore. Se tu sapessi come mi piacciono coloro che s'immolano così nel silenzio! La perfezione si compone di una moltitudine di piccoli atti; come per fare un quadro ci vuole una moltitudine di colpi di pennello, così io ti dò dal canto mio una moltitudine di grazie e tu devi darmi una moltitudine di atti di corrispondenza.
Per invogliarti al bene, pensa al guadagno che fai. Compiendo una piccola opera buona, in grazia mia e per mio amore, tu guadagni 3 meriti.
Il primo è il merito di gloria, cioè un aumento di gloria eterna, di splendore divino; è una nuova perla alla corona che riceverai in Cielo. Oh, se i Beati potessero ritornare sulla terra per acquistare un nuovo grado di gloria, sarebbero pronti a lasciare temporaneamente il Paradiso! Ma questo non è loro concesso. Il merito di gloria è strettamente personale e non si può cedere ad alcuno.
Con la stessa piccola opera buona, tu puoi acquistare anche il merito soddisfattorio, cioè sconti in parte la pena meritata con le tue infedeltà; abbrevi quindi il tuo purgatorio. Il merito soddisfattorio si può cedere ad altri e si compie così uno squisito atto di carità spirituale, a me tanto accetto. Ti esorto quindi a fare l'Atto Eroico di carità a vantaggio delle anime del purgatorio. Dà a me i tuoi meriti soddisfattori, affinchè possa applicarli a mio piacimento. Quando tu sarai in purgatorio, ti verrà in aiuto la mia misericordia. Con la stessa misura con cui tu avrai misurato, sarà misurato anche a te.
Un terzo merito acquisti con il piccolo atto buono: quello impetratorio. Questo merito strappa a me i tesori delle grazie; è una mistica moneta che puoi utilizzare per te o per il prossimo. Più l'opera buona è spinta dall'amore, più costa e più ottiene da me.
Io ti domando oggi tutti i meriti impetratori, perchè me ne serva per i peccatori".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)
03. Caro Dio, io mi sforzo, mi sono sforzato, ma non riesco proprio. Ho capito che devo rinunciare a quest'impresa...
"Ti premunisco contro uno scoglio. Offrirsi vittima per i peccatori non significa perdere la natura umana; resta sempre l'inclinazione al male. Delle anime, a vedersi così imperfette, si scoraggiano e si fermano sulla via della perfezione. Ricordati che il giusto cade sette volte al giorno ed è sempre giusto. L'anima ostia può cadere in tante imperfezioni e con tutto ciò mi è cara.
Le imperfezioni che tu commetti senza accorgertene, direi involontariamente, non mi dispiacciono, anzi ti fondano meglio nell'umiltà.
Devi invece combattere energicamente le piccole colpe volontarie, perchè sono spine al mio Cuore.
Con tutta la buona volontà, potresti cadere in qualche infedeltà volontaria. Commessa una colpa, non ti abbattere; ripiglia subito lena. Se ti turbi, se ti affliggi oltremodo... il demonio ne approfitta per impedirti altro bene.
Ti comporterai così: Cadendo in qualche colpa, pensa alla mia bontà. Fà subito un atto d'umiltà e di amore, dicendo più col cuore che con le labbra: "Conosco, Gesù, la mia miseria! Mi pento di averti dispiaciuto! Perdonami, perchè ti amo!". Quando un'anima fa quest'atto di umiltà e di amore, mi sento attratto ad essa come il ferro alla calamita.
Ricorda ancora che ciò che si toglie alla gloria di Dio, si deve dare raddoppiato, possibilmente centuplicato. Ogni strappo fatto al mio amore, si deve riparare. Sei caduta in un'impazienza? Ripara almeno con 2 atti di mansuetudine... Hai avuto un pò d'orgoglio? Fà 2 atti d'umiltà... Hai mancato di carità? Compi 2 atti di carità... Hai ceduto ad una golosità? Ripara con 2 mortificazioni di gola... etc etc
Posto ciò, ascolta il tuo Divin Maestro".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)
04. Uccidere tutti i vizi in un colpo solo... in che modo?
"La vittoria sul proprio egoismo è la più grande e più importante vittoria spirituale che anche tu, mia figlia diletta, devi riportare. E' difficile e particolarmente afflittiva per l'uomo, perchè il proprio io non cede, non si arrende fino alla morte e soltanto l'unione intima con me, crocifisso e morto sulla croce, può arrecare la morte mistica dell'egoismo [...].
[...] I vizi vissuti e non evitati, non respinti dalla propria intimità, costituiscono per le anime il più grande male. Sono le tenebre stesse dell'inferno dimoranti in esse. [...] Questo è il primo comandamento della redenzione (ossia della liberazione dell'uomo dal peccato e della sua riconciliazione con Dio per mezzo della mia passione, morte e risurrezione): muoia io, uomo-Dio, affinchè risorga e viva in me Dio!...
[...] Vi sono numerosissime anime che pretendono di costruire la casa a partire dal tetto senza prima porre un solido basamento. Ma la vita di unione con Dio presuppone la vita di crocifissione con l'uomo-Dio, con me, il Redentore!".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Rinnegare se stesso per vivere in Cristo" di suor Maria-Ionela