Giuda

01. Di questo personaggio vorrei sapere qualcos'altro, perchè il vangelo non dice molto!

 

1086. Giuda venne alla scuola di Cristo nostro maestro mosso esteriormente dalla forza della sua dottrina e interiormente dal buono spirito che animava anche gli altri. Così attratto, domandò al Signore di accettarlo tra i suoi e il Signore lo accolse con i sentimenti di un padre amorevole, che non rifiuta nessuno che lo cerchi con verità. All'inizio l'Apostolo ricevette grandi favori dalla divina destra e con essi sorpassò alcuni degli altri discepoli, venendo prescelto per essere uno dei Dodici. Sua Maestà, infatti, lo amava secondo la giustizia presente, conforme allo stato della sua anima ed alle opere sante che compiva. La Madre della grazia e della misericordia lo guardò ancora benignamente per allora, anche se conobbe subito con la sua scienza infusa il tradimento che egli avrebbe perfidamente messo in atto alla fine del suo apostolato. Ma non per questo gli negò la sua intercessione e carità materna, e al contrario, con più zelo ed attenzione, si prese a cuore di giustificare - per quanto le era possibile - la causa del suo Figlio santissimo presso questo infelice apostolo, affinché la sua perfidia non trovasse pretesto alcuno quando l'avesse cercato. Sapendo che col rigore quel temperamento non si sarebbe vinto, ma anzi maggiormente inasprito, la prudentissima Vergine faceva sì che a Giuda non mancasse niente e con grandi dimostrazioni di tenerezza e dolcezza lo assisteva, gli parlava e lo trattava con più premura degli altri, ed egli a volte si mostrò grato di questi benefici. In tal modo, quando i discepoli ebbero delle discussioni su chi fosse più amato da Maria santissima - come accadde anche con il Figlio - Giuda non poté avere sospetti al riguardo.

1087. Ma poiché egli veniva poco aiutato dal suo carattere e nei suoi compagni si scorgevano difetti di uomini non del tutto confermati nella perfezione e nella grazia, l'imprudente discepolo cominciò a compiacersi di se stesso più di quello che doveva e a criticare le mancanze dei suoi fratelli notandole più delle sue. Ammesso questo primo inganno senza correzione, la trave andò crescendo nei suoi occhi quanto più con indiscreta presunzione guardava le pagliuzze negli occhi altrui e ne mormorava, pretendendo di correggere negli altri con più orgoglio che zelo i difetti più leggeri, mentre egli ne aveva di assai peggiori. In particolare Giuda criticò san Giovanni e lo giudicò intrigante col Maestro e la sua Madre santissima, sebbene egli stesso fosse così favorito da entrambi. Fin qui non commise che peccati veniali, senza perdere la grazia giustificante. Tali peccati, tuttavia, erano di natura cattiva e senza dubbio volontari; Giuda infatti diede libero ingresso alla vana compiacenza, a cui seguì una certa invidia, che lo indusse poi a calunniare e giudicare con poca carità l'operato dei suoi fratelli. Queste colpe aprirono la porta ad altre maggiori: subito diminuì il fervore della sua devozione, si raffreddò il suo amore verso Dio e verso il prossimo e si andò progressivamente estinguendo la sua luce interiore; di conseguenza cominciò a guardare gli apostoli e la beatissima Vergine con fastidio, detestando i loro modi e le loro opere santissime.

1088. La prudentissima Signora conosceva il difetto di Giuda e, cercando la sua salvezza e la sua guarigione prima che si abbandonasse alla morte del peccato, iniziò a parlargli e ad ammonirlo, come figlio carissimo, con estrema soavità e ragioni convincenti. E benché qualche volta la tempesta che cominciava a sollevarsi nel cuore inquieto dell'Apostolo si calmasse, egli non perseverava nella sua tranquillità, ma subito si esacerbava e si turbava. Dando più spazio al demonio, arrivò ad infuriarsi contro la mansuetissima colomba e con ipocrisia affettata tentava di celare le sue colpe o di negarle o di giustificarle con varie ragioni e pretesti, come se avesse potuto ingannare i suoi divini Maestri o nascondere loro il segreto del suo cuore. Perse così la venerazione interiore per la Madre della misericordia, disdegnando le ammonizioni e persino irritandosi alla dolcezza delle parole e degli avvertimenti che riceveva da lei. Con le sue eccessive irriverenze perse la grazia; il Signore si sdegnò gravemente e lo lasciò in balìa del suo proprio consiglio. Allontanandosi dalla grazia e dall'intercessione di Maria santissima, infatti, Giuda si chiuse le porte della misericordia e della salvezza. Dalla ripugnanza che egli fece entrare dentro di sé verso la Regina del cielo passò subito a sdegnarsi contro il Maestro divino e a odiarlo, disprezzando la sua dottrina e considerando molto dura la vita degli apostoli e la relazione con loro.

1089. Nonostante tutto, la divina provvidenza non lo abbandonò subito e continuò ad inviargli aiuti interiori, che erano più comuni di quelli ricevuti in precedenza, ma sempre sufficienti, se egli avesse voluto servirsene. A questi si aggiungevano le dolcissime esortazioni della clementissima Signora affinché si umiliasse a chiedere perdono a Cristo. Inoltre la Madre di pietà gli promise la misericordia da parte del Signore e da parte sua gli propose di accompagnarlo, d'intercedere in suo favore e di fare ella stessa penitenza per i suoi peccati, volendo da lui solo che se ne pentisse e si correggesse. La Vergine immacolata offrì tutti questi favori a Giuda al fine di riparare per tempo la sua caduta, sapendo che il male maggiore non è cadere ma non rialzarsi e perseverare nel peccato. Il superbo discepolo non poteva negare alla propria coscienza la testimonianza che questa gli rendeva del suo infelice stato, ma, incominciando ad indurirsi, temette la vergogna che poteva acquistargli gloria e cadde in quella che aumentò il suo peccato. Per siffatta vergogna non accettò i consigli salutari di sua Altezza, ed anzi negò il proprio errore, protestando falsamente che amava il suo Maestro e gli altri e che non aveva al proposito niente di cui emendarsi.

1090. Mirabile esempio di carità e di pazienza fu quello che ci lasciarono il nostro Salvatore e la sua Madre santissima con il loro comportamento nei riguardi di Giuda dopo la sua caduta nel peccato: lo tollerarono fra i discepoli a tal punto che non gli si mostrarono mai adirati, non mutarono atteggiamento verso di lui, né cessarono di trattarlo con la dolcezza che usavano con gli altri. Questa fu la ragione per cui agli apostoli restò celato il cuore malvagio di Giuda, nonostante che l'ordinaria convivenza e il tratto di lui fornissero numerosi indizi della sua cattiva coscienza. È infatti quasi impossibile fare sempre violenza alle proprie inclinazioni per dissimularle, e nelle cose che non sono deliberate operiamo sempre secondo il carattere e conformemente alle nostre abitudini, cosicché almeno in tali occasioni le facciamo conoscere a quelli che vivono assiduamente con noi. Ciò succedeva fra gli apostoli nei riguardi di Giuda; ma, poiché tutti vedevano l'affabilità e l'amore con cui Cristo nostro redentore e la gran Regina lo trattavano e non scorgevano in essi cambiamento alcuno, passavano sopra ai propri sospetti e ai segni che l'infelice Apostolo dava della sua caduta. Per la stessa ragione rimasero dubbiosi, quando nell'ultima cena sua Maestà disse che uno di loro lo avrebbe tradito e ciascuno domandò: «Sono forse io?». San Giovanni, per la maggiore familiarità col Signore, giunse ad avere una qualche conoscenza della malvagità di Giuda e nutrì al proposito più sospetti degli altri; perciò Gesù stesso gli indicò che era lui il traditore, come consta dal Vangelo. Fino ad allora, tuttavia, il Maestro non aveva fatto intendere ciò che stava succedendo a Giuda. In Maria santissima fu più ammirevole questa pazienza, in quanto ella era madre e semplice creatura e vedeva già da vicino che quel discepolo sleale avrebbe tradito il suo Figlio santissimo.

 

Messaggio di S.Maria D'Agreda

Fonte: "La Mistica Città di Dio" di S.Maria D'Agreda - Libro VI, cap.5