Comunione

01. Cosa significa “fare la comunione”?

 

“Cos’è la comunione? Non è un semplice rapporto di affetto o di amicizia; essa implica la capacità di donare se stessi per gli altri. Il fondamento della vera comunione è il dono di se stessi, e non la simpatia o la semplice compassione. Perciò, se accettate di donare la vita a Dio, potete entrare in comunione con lui. Se donate la vita a Dio per il prossimo, siete capaci di vivere la comunione col prossimo.

Questa comunione forma il popolo di Dio. Esso non è semplicemente un insieme di persone che ricercano un comune ideale ma un corpo, le cui membra sono profondamente unite fra loro, e ricevono e donano la stessa vita che viene da Dio. Non cercano il proprio tornaconto, in un’ egoistica ricerca del benessere, bensì offrono se stessi a Dio gli uni per gli altri, per arrivare insieme a conoscere Dio, il sommo Bene, dal quale discende la felicità. Sì, figli, la felicità non vi giunge mai per se stessa, né per se stessa va cercata. Essa è il frutto dello Spirito, e deriva dalla sincera dedizione a Dio e agli altri. Non sarete mai felici se ricercherete la felicità fine a se stessa, magari servendovi di qualche metodo umano. Lo sarete, invece, se cercherete Dio, dal quale scaturisce la pienezza della vita che è la vera felicità.

La comunione autentica vi svela in pienezza il mistero della SS. Trinità, poiché la donazione reciproca, che è fonte di comunione, è l’essenza stessa della vita che scorre fra le Tre Persone divine. Perciò la comunione dei santi rende manifesta l’azione della SS. Trinità, ed è una forza immensa che agisce nell’universo. Quando vi offrite sinceramente a Dio, lo Spirito Santo vi unisce in comunione con Maria SS., gli angeli, i santi, i giusti di ogni tempo che vivono nel cuore di Dio. Uniti in questa comunione, voi manifestate all’intero universo, ai vivi come ai defunti, l’amore e la potenza di Dio Trino e Uno, e comprendete sempre di più il mistero della SS. Trinità che è amore.”

 

Messaggio di Gesù del 20 giugno 2011

Fonte: www.versolanuovacreazione.it

02. Sono andato a messa, ho fatto la comunione e ora scappo via: a casa mi aspettano.

 

"Non correte via frettolosamente! Siete come uno che prepara la casa per accogliere l’ospite che deve arrivare e poi quando l’ospite arriva se ne va e lo lascia solo. Restate un poco con me e ripetetemi che mi amate.
Ho sete del vostro amore!".

 

Messaggio di Gesù del 2 aprile 2002

Fonte: www.messaggi-cristiani.it

03. Gesù è nell'ostia… come crederlo?

 

“[...] Anche ora Io sono presente in tanti Tabernacoli Vivo e Vero; aspetto i Miei figli che Mi vengano a trovare, che Mi mandino i loro baci, che Mi dicano: “Ti amo”. Ma quanta delusione in questa attesa: i più passano e ripassano davanti alla Mia Dimora, senza proprio pensarMi, senza fare un segno di croce! Se passassero davanti ad un loro superiore, certo, farebbero un grande inchino: e davanti a Me che sono il Re dell’Universo? Alcuni dicono: “Ma, Signore, essi non Ti vedono!”. Ma voi, figli, dovete credere, senza vedere! Quando vi accadrà di vedere per credere, sarà tardi: crederete, sì, ma, ahimè, tutto sarà ormai inutile!

Vi ricordate cosa dissi a Tommaso? “Beati coloro che crederanno senza vedere!”. Voi dovete vedere con gli occhi del cuore, sentire con le orecchie del cuore: ben a pochi è concesso qualcosa di diverso. Dovete, figli amati, sforzarvi di uscire dallo schema della materia per entrare in quello dello spirito puro. Pensate da quante cose siete circondati che esistono eppure non vi è dato di vederle né di toccarle. Entrate figli in questo ordine nuovo di idee, ma sprofondatevi in esse, senza farvi condizionare da nulla. Se fate così riuscirete a vivere più intensamente la vostra vita”.

 

Messaggio dii Gesù del 25 giugno 1992

Fonte: www.sapienzaweisheit.com

04. Prendo spesso l'eucaristia ma non noto cambiamenti in me. Come mai?

 

Risp. A

 

“Chi mangia il Mio Cibo, vivrà per Me ed Io lo porterò alle vette più alte della spiritualità; ma perché ciò accada il cuore deve essere puro, il pensiero fisso in Me, l'anima profumata: il Mio Spirito allora entrerà a dominare l'essere umano che cambierà completamente natura pur rimanendo apparentemente lo stesso.
Il cuore arderà d'amore puro e santo ogni giorno di più, Io sarò l'Unico e solo 'Idolo' della vita umana che solo in tal modo potrà sublimarsi e congiungersi indissolubilmente a quella Divina”.

 

Messaggio di Gesù del 26 aprile 1993

Fonte: www.sapienzaweisheit.com

 

Risp. B

 

“[…] Chi arde d’amore per Me se ne va più ricco di quello che è più tiepido; amata sposa, sempre voglio dare il massimo alla Mia creatura, ma occorre che ella cooperi. Ogni Eucarestia è un Dolce Incontro d’Amore con Me, Gesù: Io entro Vivo e Vero nel cuore ed opero con grande Potenza; c’è chi esce molto arricchito da questo Incontro, chi meno, chi esce addirittura impoverito: colui che si è accostato poco degnamente, senza capire bene, molto distratto, senza lasciarMi spazio abbastanza. Amata Mia sposa, pensa ad un vaso completamente vuoto, pronto per essere riempito, se versi del liquido in quello vuoto, esso occupa l’intero spazio perché il vaso è vuoto; se, però, è pieno per metà, solo a metà può essere riempito; se, poi, esso è colmo fino all’orlo può accogliere solo poche gocce. Così avviene durante l’Incontro della piccola creatura umana con Me, Dio: se il cuore è sgombro ella si arricchisce molto di Me, se è occupato da altro si arricchisce meno, se poi lo spazio che Mi è concesso è poco, poco posso donare”.

 

Messaggio di Gesù del 27 maggio 2009

Fonte: www.sapienzaweisheit.com

 

Risp. C

 

«Se la mia Carne è realmente cibo (Giovanni 6,55) e il mio Sangue è realmente bevanda, come mai le vostre anime muoiono di inedia? Come mai non crescete nella vita della grazia?
Vi sono molti per i quali è come se le mie chiese non avessero ciborio. 
Sono coloro che mi hanno rinnegato o dimenticato. 
Ma vi sono anche molti che si cibano di Me. Eppure non progrediscono. 
Mentre in altri, ad ogni unione con Me-Eucarestia, vi è un accrescimento di grazia. Ti spiegherò le cause di queste differenze.
Vi sono i perfetti che mi cercano unicamente perché sanno che la mia gioia è di essere accolto nel cuore degli uomini e che non hanno gioia più grande di questa di divenire una sola cosa con Me. 

In questi l’incontro eucaristico diviene fusione, ed è tanto forte l’ardore che da Me emana e che da loro si sprigiona, che come due metalli in un crogiolo noi si diventa una cosa sola. Naturalmente quanto più la fusione è perfetta tanto più la creatura prende l’impronta mia, le mie proprietà, le mie bellezze. Così sanno unirsi a Me quelli che voi chiamate poi “Santi”, ossia i perfetti che hanno capito chi Io sono.
Ma in tutte le anime che vengono a Me con vero trasporto e puro cuore Io porto grazie indicibili e trasfondo la mia grazia, di modo che esse procedono sulla via della Vita e anche se non raggiungono una santità clamorosa, riconosciuta dal mondo, raggiungono sempre la vita eterna, perché chi sta in Me ha vita eterna.
Per tutte le anime che sanno venire a Me con l’ardore dei primi e con la fiducia dei secondi a che mi dànno tutto quanto è in loro potere di dare, ossia tutto l’amore di cui sono capaci, Io sono pronto a compiere prodigi di miracoli pur di unirmi a loro. Il cielo più bello per Me è nel cuore delle creature che mi amano. Per loro, se la rabbia di Satana distruggesse tutte le chiese, Io saprei scendere, in forma eucaristica, dai Cieli. I miei angeli mi porterebbero alle anime affamate di Me, Pane vivo (Giovanni 6,51) che dal Cielo discende.

Non è del resto cosa nuova. Quando la fede era ancora fiamma di amore vivo Io ho saputo andare ad anime serafiche seppellite negli eremi o nelle celle murate. Non occorrono cattedrali a contenermi. Mi basta un cuore che l’amore consacri. Anche la più vasta a splendida cattedrale è sempre troppo angusta e povera per Me, Dio che empio di Me tutto quanto è. Opera umana è soggetta alle limitazioni dell’umano e Io sono infinito. Mentre non m’è angusto e povero il vostro cuore se la carità lo accende. E la più bella cattedrale è quella della vostra anima abitata da Dio.
Dio è in voi quando voi siete in grazia. Ed è del cuore vostro che Dio si vuole fare un altare. Nei primi tempi della mia Chiesa non vi erano le cattedrali, ma Io avevo un trono degno di Me in ogni cuore di cristiano.

Vi sono poi quelli che vengono a Me soltanto quando il bisogno li spinge o la paura li sprona. Allora vengono a bussare al Tabernacolo che si apre, concedendo sempre conforto, spesso, se è utile, la grazia richiesta. Ma vorrei però che l’uomo venisse a Me non soltanto per chiedere ma anche per dare.
Indi vengono quelli che si accostano alla Mensa, dove Io mi faccio cibo, per abitudine. In questi i frutti del Sacramento durano per quel poco di tempo che durano le Specie e poi dileguano. Non mettendo nessun palpito nel loro venire a Me, non progrediscono nella vita dello spirito che è essenzialmente vita di carità. Io sono Carità e porto carità, ma la mia carità viene a languire in queste anime tiepide che nulla riesce a scaldare di più.
Altra categoria, quella dei farisei. Vi sono anche ora; è una gramigna che non muore. Costoro fanno gli ardenti, ma sono più freddi della morte. Sempre uguali a quelli che mi misero a morte vengono, mettendosi bene in mostra, gonfi di superbia, saturi di falsità, sicuri di possedere la perfezione, senza misericordia fuor che per se stessi, convinti d’essere esempio al mondo. Invece sono quelli che scandalizzano i piccoli e li allontanano da Me perché la loro vita è una antitesi di quella che dovrebbe essere e la loro pietà è di forma ma non di sostanza, e si tramuta, non appena allontanati dall’altare, in durezza verso i fratelli. Questi mangiano (1 Corinti 11,29) la loro condanna perché Io perdono molte cose, conoscendo la vostra debolezza, ma non perdono la mancanza di carità, l’ipocrisia, la superbia. Da questi cuori Io fuggo al più presto possibile.

Considerando queste categorie è facile capire perché l’Eucarestia non ha ancora fatto del mondo un Cielo come avrebbe dovuto fare. Siete voi che ostacolate questo avvento d’amore che vi salverebbe come singoli e come società. Se realmente vi nutriste di Me col cuore, con l’anima, con la mente, con la volontà, con la forza, l’intelletto, con tutte insomma le potenze vostre, cadrebbero gli odî, e con gli odî le guerre, non vi sarebbero più le frodi, non le calunnie, non le passioni sregolate che creano gli adulterî e con questi gli omicidi, l’abbandono e la soppressione degli innocenti. Il perdono reciproco sarebbe non sulle labbra, ma nei cuori di tutti, e sareste perdonati dal Padre mio.

Vivreste da angeli passando le vostre giornate adorando Me in voi e invocando Me per la prossima venuta. La mia costante presenza nel vostro pensiero terrebbe voi lontani dal peccato, il quale sempre comincia da un lavorìo del pensiero che poi si traduce in atto. Ma dal cuore fatto ciborio non uscirebbero che pensieri soprannaturali e la terra ne sarebbe santificata.
La terra diverrebbe un altare, un enorme altare pronto ad accogliere la seconda venuta del Cristo, Redentore del mondo».


Messaggio di Gesù del 10 giugno 1943
Fonte: "Quaderni" di Maria Valtorta