Fede

01. Che cos’è la “fede”?

 

“La fede non è semplice devozione, cioè un sentimento religioso o una serie di preghiere che si recitano con assiduità; tutto questo può essere utile alla fede ma non è la fede.

Cos’è dunque la fede? È la totale fiducia in colui che vi ha creato, che vi ama, vi protegge e vi aiuta in ogni cosa. Ora, se vi fidate pienamente di una persona, la stimate anche; le aprite il vostro cuore e non la cercate solo per bisogno, la cercate perché amate la sua compagnia, e vi arricchite nello stare con lei. Ritenete quella persona amica, e perciò non pensereste mai che vi possa ferire o voltarvi le spalle nelle difficoltà. Ora immaginate che Dio sia il vostro più grande amico, e pensate al fatto che l’amore di Dio è perfetto, non ha sbavature né ombre. Dio vi ama perfettamente, perché è l’essere perfetto che non ha limiti in sé.

Al contrario di quanto accade spesso fra gli uomini, Dio non cerca mai un tornaconto. Vi ama perché vi ama, punto e basta. Non si aspetta nulla da voi perché  non ha bisogno di nulla; Dio basta a se stesso. Vi ama perché siete i suoi figli, le sue creature amatissime, non perché spera di ottenere la vostra attenzione, o per colmare qualche suo vuoto. Dio è perfetto, non manca di nulla e, nella sua perfezione, non pretende alcunché dalle sue creature.

Dio non pretende, né ordina, Dio desidera. I suoi desideri non hanno niente a che fare con quelli umani che, spesso, non sono altro che capricci. I desideri di Dio sono aspirazioni altissime di bene, per ciascuno di voi; se accogliete il suo amore e se vi fidate di lui, Dio vi elargisce solo bene, perché egli è il Sommo Bene. Non potete amare Dio, né accogliere il suo amore, se non avete fede in lui, cioè fiducia. Come potete amare qualcuno di cui non vi fidate?

Molti dicono di non avere fede, perché pensano che la fede sia un insieme di complicate pratiche religiose. Così, tutta la vita si tengono lontano da Dio, perché, nella loro mente, lo hanno identificato come un “esattore di preghiere”. La preghiera è una grande cosa, e beati coloro che sanno pregare! Ma la preghiera dovrebbe servire a nutrire la fede, dovrebbe essere un dialogo vivo col Creatore, e non un esercizio fine a stesso. La vera preghiera sgorga dalla fede; se la fede manca o è debole, la preghiera è vuota, finisce per diventare una sterile abitudine che non nutre, anzi, opprime il vostro spirito. Perciò, quando vi mettete a pregare, rimanete un po’ in silenzio di fronte a Dio. Poi, invocate lo Spirito Santo e chiedetegli di farvi comprendere dove la vostra fede è debole, e in che cosa non riuscite a fidarvi di Dio, che cosa volete ancora risolvere da voi. Qui fate un atto di fede, e decidete di fidarvi di Dio, ditegli che lo amate e che desiderate essere guidati da lui. Scegliete di fidarvi del suo amore, incondizionatamente. Poi fate le vostre preghiere, e vedrete  nascere in voi una gioia intima e profonda, che vi donerà pace. Allora avvertirete con chiarezza la fiducia in Dio, sentirete che la vostra fede è cresciuta.

Non pensate che la fede consista nel realizzare grandi opere; l’opera più grande della fede è la fede stessa, poiché vi apre all’amore. Quando vi fidate di Dio e vi sentite amati da lui, allora desiderate amare con quello stesso amore, sentite l’impulso di comunicare i doni ricevuti. Così facendo, diventate strumenti attraverso i quali si espande l’azione di Dio e si riversa il suo amore sull’intera umanità. Sì, figli, ciascuno di voi è una pedina insostituibile sulla grande scacchiera dell’opera di Dio. Lasciate che lui vi muova come sa; vincerete la vostra partita, e aiuterete l’intera umanità a vincere  il male e la corruzione.

La fede spalanca le porte alla speranza. La speranza vi porta oltre ciò che è umano e limitato, fa sentire già presenti nella vostra vita le cose future. Se avete fede, infatti, non potete non cogliere ciò che Dio sta già facendo ora per voi; il bene che oggi ricevete da lui prepara il vostro domani, un domani radioso, perché Dio è con voi sempre. Egli non cambia mai il suo atteggiamento verso di voi, né vi tradisce. Dio non vi lascia mai. E anche se voi lo lasciaste, Dio continuerebbe a cercarvi; egli vi aspetta sempre, e si lascia trovare da voi. Non importa ciò che avete fatto, le esperienze che avete vissuto, il dolore che avete portato; se chiamate Dio con fede, lui è già vicino a voi, attende solo che gli apriate la porta (cfr Ap 3, 20), per irrompere nella vostra vita e scacciare ogni tenebra. A Dio non importa che cosa avete fatto, né che cosa possedete, a Dio importa che vi lasciate amare da lui per essere felici. Perciò apritevi allo Spirito Santo e chiedetegli di alimentare in voi il fuoco della speranza; lui lo farà e la vostra speranza diventerà certezza, nulla vi farà più vacillare. Anche questo può fare la fede! (cfr 1Gv 3, 19-22)

Tante volte vi ho invitato ad offrire a me la vostra vita attraverso il Cuore di mia Madre, e di nuovo vi rinnovo questo invito. Se lo farete, io prenderò nelle mie mani la vostra vita, con la delicatezza con cui si coglie un fiore, e la custodirò, indirizzandola verso ciò che è buono e utile per voi. Nel mio nome, il Padre vi donerà largamente lo Spirito Santo che agirà in voi e che vi orienterà incessantemente verso di me. Egli diventerà il vostro Consigliere e non permetterà che siate ingannati in nulla. Vi comunicherà il mio pensiero, e potrete osservare e discernere la realtà per quella che è agli occhi di Dio. Così sarete creature nuove.

Infine, la fede vi libera dalla paura perché schiude il vostro spirito all’amore di Dio, l’amore perfetto che non conosce paura. Dio è l’essere onnipotente, di fronte al quale ogni altro potere deve piegarsi; se il suo amore vive in voi, di che cosa dovreste temere? Siete consapevoli che la potenza di Dio riposa in voi, se siete disposti a donarvi sinceramente a lui? La sua potenza è presente nel suo Spirito, il quale vive nel vostro spirito.

Osservate le vostre paure: da dove provengono? Da un amore che è ancora imperfetto in voi, è ancora umano. Questo succede perché trattenete la vita nelle vostre mani, invece di metterla nelle mie. Così, il vostro amore imperfetto diventa attaccamento o avversione e genera paura. Non vi rende forti ma deboli. Di fronte alle prove e alle difficoltà, reagite cercando soluzioni umane, e le vostre preghiere diventano semplici invocazioni di aiuto. Invece, quando vi trovate in difficoltà, ricorrete alla fede! Decidete di nuovo di dare fiducia a Dio, e scegliete il suo amore; lasciate che la sua vita scorra in voi e tocchi tutte le situazioni difficili che vi circondano. Dio ha sempre la soluzione migliore, e ve la mostrerà al momento opportuno. Non sarà forse quella che avevate pensato, ma sarà comunque la migliore. Dio conosce meglio di voi le vostre difficoltà, e risolve le situazioni non in base ad un calcolo, ma in base all’amore e alla comprensione che ha per ciascuno di voi. Sistema ogni cosa in modo da recuperare al meglio ogni persona, e di incanalare verso il bene anche ciò che sembra un male. Imparate a comprendere che persino ciò che vi appare come una fine, in Dio può essere un inizio, perché in Dio nulla muore, ma tutto si trasforma. Questo è il miracolo del suo amore. Perciò, torno a chiedervi di donarmi la vita, perché io possa trasformarla.

La fede, dunque, è somma fiducia in Dio Creatore della vita; la fede vi apre all’amore di Dio e vi colma di speranza. Mediante la fede, l’amore e la speranza continuano a vivere in voi, anche attraverso le prove della vita, e vi fortificano. Vivendo in questo modo, di giorno in giorno, vi perfezionate a immagine del Padre vostro che è perfetto (cfr Mt 5, 43-48), e siete ricolmi del suo amore. Mediante la fede, salvate la vostra vita e diventate  realmente figli di Dio.

Io sono qui, accanto a voi, per amarvi e proteggervi. Se decidete di seguirmi, vi condurrò al Padre mio e vostro, in un cammino di fede autentica e sincero. Vi comunicherò il mio amore per il Padre, e  rivelerò a voi il suo amore, quell’amore che non conosce timore e che scaccia ogni paura (cfr 1Gv 4, 17-18).

Vi benedico, nel nome del Padre, del Filgio e dello Spirito Santo”.

 

Messaggio di Gesù del 26 aprile 2011

Fonte: www.versolanuovacreazione.it

02. Se la fede è dono gratuito di Dio, come mai molti “non hanno fede”?

 

10. Il Regno dei Cieli somiglia ad un seminatore il quale uscì fuori a seminare una buona semente. Un po’ ne cadde su una strada: una parte di essa venne mangiata dagli uccelli dell'aria e una parte venne calpestata dai viandanti, per conseguenza la semente non germogliò, né portò frutto. Una parte cadde su un terreno sassoso: all’inizio cominciò a crescere finché ci fu dell’umidità nei sassi, ma non riuscì a mettere radice in essi; l’umidità non fu sufficiente per fornire il nutrimento che deve essere piuttosto abbondante al gambo e così si seccò, e neppure questa portò frutto. Una parte cadde fra pruni e rovi: all’inizio tutto funzionò bene, ma quando si sarebbe dovuta sviluppare pienamente, fu soffocata dalla crescita dei pruni e dei rovi selvatici, allora si rattrappì e non portò nessun frutto. Una parte soltanto cadde su un buon terreno, si sviluppò e produsse frutto abbondante!

11. Vedete, ugualmente avviene anche del Regno dei Cieli su questa Terra! Io Stesso sono il seminatore, e la Mia Parola è la buona semente fuori dalla quale deve svilupparsi per ciascuno come frutto il Regno dei Cieli. Là dove essa cadrà su un buon terreno, là essa anche renderà cento volte il frutto; ma se avverrà che cada sulle strade di questo mondo o tra i sassi, oppure tra i pruni e i rovi, non porterà certo frutto. Ora, per quegli uomini che Io ho paragonato alle strade, sono da intendersi gli uomini del tutto mondani, quali ne abbiamo visti parecchi oggi in casa del nostro albergatore; i viandanti delle strade che calpestano la semente rappresentano il loro affannarsi dietro alle loro mercanzie e ai loro guadagni, mentre i loro pensieri che, sempre rivolti agli affari, vagano in tutte le direzioni costituiscono ciò che Io ho designato con la parola uccelli, i quali pure divorano la semente non ancora calpestata, col fine che essa non possa produrre alcun frutto. E come ho già detto, la gente di questa specie rappresenta i veri e propri porci ai quali non è lecito gettare in pasto le Mie perle.

12. Per sassi invece sono da intendersi quei sapienti del mondo i quali accolgono tutto con una certa bramosia, ma poiché le loro fondamenta interiori poggiano su ogni tipo di errori del mondo e sono altresì in un certo modo come pietrificati nel loro animo, avviene che la nuova semente non trova in loro quantità sufficiente di umidità vivificante, né un terreno molle a sufficienza e adatto ad accogliere le radici, cioè l'organo che ha la funzione di nutrire. Se poi viene il vento e la siccità, il piccolo stelo inaridisce ben presto e, non avendo sufficiente radice, in un istante viene trascinato via dal vento; ovvero, se un tale viene tentato, cioè sottoposto ad una qualche prova, egli immediatamente esclama: “Già da principio mi sono accorto che nella cosa non può esservi niente! Ecco com’è andata a finire con la promessa che doveva trovare adempimento: ora, al posto dell'adempimento, mi tocca la sofferenza! Alla larga dunque da tutte le nuove dottrine di questo genere!”. Questo dunque è il sasso.

13. Ma che cosa rappresentano poi i pruni e i rovi selvatici? Questi sono quei cittadini del mondo di indole buona i quali accolgono con gioia la Parola e per qualche tempo anche la coltivano in loro zelantemente. Sennonché più tardi sopravvengono ogni tipo di ansie e oltre a ciò ogni specie di vane preoccupazioni, timori e angosce; queste soffocano la Parola vivente nei loro cuori, in maniera che essa neanche allora può rendere frutto.

14. E così non resta che una piccola parte dell'umanità da potersi paragonare al terreno veramente buono e prosperoso; questi sì che accolgono la Parola e, animati da fede, la mettono subito in pratica. Allora certo la semente porta frutto abbondante, e questo frutto costituisce poi il vero Regno dei Cieli nell'uomo, ed è del tutto spoglio di fasto e manifestazioni esteriori; ma questo Regno poi si allargherà su colui che l'avrà creato in sé fuori dalla Mia Parola, e gli donerà ogni beatitudine, luce e verità, nonché ogni sapienza e potenza su tutte le creature.

15. Da quanto ho detto ora, potrete anche rilevare dove voi dovrete spargere la semente della Mia Parola, perché là dove seminate, conviene pure che si maturi il frutto! Anzitutto bisogna aver cura che cada su un buon terreno; quando poi avrà reso dei buoni frutti, anche i mercanti, i sapienti del mondo e gli affannati cittadini del mondo non mancheranno di venire spontaneamente per acquistare da voi della semente per i loro campi. E adesso diteMi se avete ben compreso anche questo»

16. Risposero tutti: «O Signore, anche queste cose le abbiamo comprese tutte benissimo, e seguiremo di certo il Tuo consiglio, perché sulle strade, tra i sassi e tra le spine sicuramente noi non andremo a spargere questa nobilissima semente della vita. Ma ecco adesso che l'albergatore ci viene incontro in tutta fretta! Che cosa mai può essergli accaduto per correre tanto?».

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" di Jakob Lorber - vol.6, cap.65

03. Avanzare dubbi, polemiche e discussioni su alcuni articoli della fede, non mette in pericolo l'intera fede?

 

72. "[...] Io permetto e dispongo che molte volte i dottori e i maestri esprimano opinioni diverse, affinché gli uni dicano il vero e gli altri, con le forze naturali del loro ingegno, dicano ciò che è dubbio; altre volte permetto anche che dicano quello che non è, quantunque non discordi subito dalla verità oscura della fede, nella quale tutti i fedeli stanno fermi. Infine altre volte permetto che dicano quello che è possibile, secondo ciò che essi intendono. E con questa varietà si va indagando la verità e la luce, e ancor più si manifestano i misteri nascosti, poiché il dubbio serve di stimolo all'intelletto per investigare la verità. In questo le controversie dei maestri hanno un'onesta e santa causa. Ne segue anche che si conosce, dopo tante diligenze e tanti studi dei grandi e perfetti dottori e sapienti, che vi è nella mia Chiesa una scienza che li rende superiori a tutti i saggi del mondo, ma che vi è in pari tempo, sopra tutti, colui che corregge i saggi, e sono io, che solo so tutto e tutto comprendo e misuro senza poter essere misurato né compreso; infine gli uomini, per quanto scrutino i miei giudizi e le mie testimonianze, non potranno mai intenderli perfettamente, se io, che sono il principio e l'autore di ogni sapienza e conoscenza, non avrò dato loro l'intelligenza e la luce. Sapendo questo i mortali, voglio che mi lodino, magnifichino, proclamino, esaltino e glorifichino».

78. «Nondimeno è mio volere che i dottori acquistino per sé molta grazia, luce e gloria con il loro impegno onesto, lodevole e santo, che si vada sempre più scoprendo ed appurando la verità con l'avvicinarsi di più alla sua origine e così, investigando con umiltà i misteri e le opere ammirabili della mia destra, vengano ad esserne partecipi, godendo del pane dell'intelletto delle mie Scritture. Grande provvidenza ho usato io coi dottori e i maestri, benché le loro opinioni e i loro dubbi siano stati tanto diversi e con differenti fini. Infatti il loro contrastarsi e contraddirsi a vicenda talvolta è per mia maggior gloria ed onore, altre volte è per altri fini di natura terrena. Questa rivalità e passione ha fatto in modo che procedessero e procedano per vie diverse. Pur con tutto ciò li ho guidati, retti, illuminati, assistendoli con la mia protezione, in modo che la verità è stata ampiamente esplorata e manifestata, la luce per conoscere non poche delle mie perfezioni e opere meravigliose molto si è diffusa, e le sacre Scritture sono state interpretate così profondamente, che ho trovato in ciò grande compiacimento. A causa di ciò il furore dell'inferno, con incredibile invidia - molto più nei tempi presenti - ha innalzato il suo trono d'iniquità, impugnando la verità, presumendo di bersi il Giordano e di oscurare, con eresie e basse dottrine, la luce della fede, contro la quale ha seminato la sua falsa zizzania, con l'aiuto degli uomini. Tuttavia la Chiesa e le sue verità si conservano in modo assolutamente perfetto, e i fedeli cattolici, sebbene non poco avvolti e accecati da altre miserie, per quanto riguarda la verità della fede, ne mantengono la luce in modo del tutto perfetto. Veramente io chiamo tutti con paterno amore a questo bene, ma pochi sono gli eletti che mi vogliono rispondere».

79. «La mia provvidenza dispone che vi siano tra i maestri molte opinioni affini e che sempre più si scrutino le mie testimonianze, con l'intento che agli uomini viatori, mediante l'accurata ricerca, gli studi e le loro fatiche, sia chiaro il midollo delle divine Scritture. Tuttavia voglio ancora, o mia sposa, che tu intenda come gradirei molto che le persone dotte estinguessero e allontanassero da sé la superbia, l'invidia, l'ambizione dell'onore vano, le altre passioni e gli altri vizi che da questo s'ingenerano; insomma, tutta la cattiva semenza che seminano i cattivi effetti di tali occupazioni e che io per ora non sradico, perché con essa non si sradichi anche quella buona».

 

Messaggio del Padre

Fonte: "La Mistica Città di Dio" di S.Maria D'Agreda - Libro I, cap.6