Mistici
01. Mi piacerebbe diventare un mistico... Che devo fare?
"Essere una vittima!... Quale grande compito!...
Io fui la vittima per eccellenza e cerco di tali anime, disposte ad immolarsi per i peccatori. Com'è difficile trovare questi cuori generosi!... Si ha paura di cogliere una rosa, per evitare il contatto della spina. Ma poichè si fugge lo stato di vittima e ho tanto bisogno di sofferenze, io, Creatore, mi presento sensibilmente a certe anime e le invito ad accettare lo stato di vittima a beneficio dei peccatori. Aspetto il loro "Si!" per cominciare l'opera mia, come il Padre aspettava il "Si!" della Vergine per attuare l'incarnazione del suo Figlio.
Coloro alle quali faccio tale richiesta, sogliono rispondere subito e con generosità. Così fecero: Gemma, Chambon, Caterina Emmerich, Consolata Ferrero e la Menendez...; così anche fanno oggi altre anime privilegiate, che nel silenzio e nel nascondimento mi danno tanta gloria!
Ad ogni vittima straordinaria assegno una categoria di peccatori, da salvare con la sofferenza e la preghiera. Quali tesori di sofferenza regalo! Imprimo nel loro corpo le mie 5 Piaghe; le rendo spesso partecipi dell'agonia del Jetsemani; faccio provare i dolori della flagellazione e della corona di spine; le assoggetto agli assalti sensibili di Satana; le trasporto misteriosamente nel purgatorio ed anche nell'inferno, per soffrire ancora di più... Insomma, io sono l'amoroso Carnefice di queste anime elette.
Con la mia grazia perseverano in tale stato per lunghi anni e loro stesse mi chiedono altro patire; sono felici nel loro cuore ed il sorriso è sempre sul loro labbro. Quanti peccatori si salvano così... Ed io sono grato alle mie vittime e so ripagarle dell'aiuto che mi danno! Quante volte sto in loro compagnia, assieme alla Vergine Madre, e come appago subito i loro desideri!...
Da te, povera e cara mia figlia, non esigo tanto; nè puoi pretendere che io ti scelga a vittima straordinaria. L'appello che rivolgo a te e ad altre anime, è per lo stato di vittima ordinaria. Pur restando nella via naturale, potrai darmi gloria e salvare molti peccatori".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli (1902-1989)
02. Potresti spiegarmi in parole semplici cosa significa vivere nella "Divina Unione"?
"Il grande scienziato francese Ampère proponeva a se stesso: "Lavora in spirito di orazione. Studia le cose di questo mondo (è il dovere della tua professione) ma guardale con un solo occhio; l'altro sia continuamente fissato alla luce eterna. Ascolta i dotti, ma con un solo orecchio; l'altro sia attento a cogliere gli accenti dolcissimi del tuo Amico Celeste. Scrivi con una mano; con l'altra resta attaccato a Dio, come un bambino che si tiene stretto stretto al vestito del padre. Che la mia anima resti così unita a Dio".
Messaggio di Gesù
Fonte: "Anime Ostie" di don Giuseppe Tomaselli, p.25
03. Differenza tra "veggente" e "profeta".
"[...] Il ruolo del profeta differisce da quello del veggente.
Un profeta sarà sempre un reietto, odiato, temuto e isolato.
Un profeta lavorerà sempre da solo, come se fosse gettato in un deserto. Il solo frutto dello sterile deserto sarà la voce di Dio.
Figlia Mia, quando ti senti sola e abbandonata sappi che i profeti del passato si sentivano allo stesso modo. Molti profeti sentivano il peso di questo compito posto davanti a loro.
La maggior parte di loro sapeva che non erano degni di impartire la Santa Parola di Dio, ma essi accettarono la Chiamata Divina dal Cielo, per la quale erano stati inviati.
Poiché erano stati inviati nel mondo essi conoscevano, istintivamente, gli obblighi che dovevano adempiere, eppure non era un compito facile.
Ogni parola che pronunciarono gli fu rigettata in faccia.
Ogni parola fatta a pezzi nelle sinagoghe e nei templi istituiti per adorare Dio. Molti sono stati cacciati dalla loro stessa gente, e non poterono tornare ai loro luoghi di nascita.
Molti divennero nomadi, e non trovarono mai un luogo dove sarebbero stati accolti come un figlio perduto. Invece hanno lavorato, hanno vissuto e sono rimasti soli, senza nessuno a cui rivolgersi.
Eppure sapevano, in cuor loro, che erano guidati da Dio, e non ebbero paura mentre parlavano con la Sua Voce.
Le grazie concesse hanno permesso loro di essere forti. Non hanno mai vacillato nella consegna degli avvertimenti, delle profezie e della Parola di Dio al Suo popolo.
Non importava loro che fossero derisi, perché sapevano che la Verità di Dio era il cibo della vita.
Senza la verità, i figli di Dio non avrebbero avuto i mezzi per riconoscere le profezie come tali. Né avrebbero potuto accettare le leggi stabilite da Dio per il bene dell’umanità.
Rifiutati, derisi, messi da parte e ritenuti eccentrici, così come è stato per Me durante il Mio tempo sulla terra, essi continuavano a diffondere la Parola di Dio. Le loro parole vivranno per sempre. Essi non moriranno mai, perché pronunciavano la Parola del Signore, Dio l’Altissimo.
E così sarà con te. Tu rimarrai sola come una voce nel deserto.
Verrai ignorata in molti ambienti della Mia Chiesa sulla terra".
Messaggio di Gesù del 13 luglio 2012
