Povertà

01. "Beati i poveri in spirito"... che significa?

 

“Vedi, gli uomini inventano ogni tipo di cose e credono anche ad ogni tipo di cose. E gli uomini che hanno inventato tante cose, alla fine non credono più a nulla - se non a quello che hanno inventato - e pensano quale utile massimo possibile possano ricavarne! Questi sono figli del mondo che in certe cose sono più furbi dei figli della luce!
Ma ai Miei veri figli del cuore Io, tuttavia, dono ben altre cose che mai verranno nella corrotta mente dei furbi figli del mondo! Vedi! Il Mio servitore [J.Lorber] è veramente povero per amor mio, poiché egli potrebbe essere molto ricco dato che possiede, anche per mia Grazia, le migliori doti di musicista. Egli però ha rifiutato posizioni e offerte molto vantaggiose - tutto per il grande amore per Me. E se ha 2 fiorini, si accontenta di 40 centesimi, mentre 1 fiorino e 60 centesimi li distribuisce fra i poveri.
Ma per questo Io gli ho aperto tutti i tesori dei Cieli. Ogni stella, per quanto lontana, è a lui nota come questa Terra. Con l’occhio del suo spirito le può contemplare ed ammirare a suo piacimento, ma queste cose lo interessano poco perché solo Io sono per lui Tutto in tutto!
Ora vedi, questa è l’unica via giusta che conduce al Mio Cuore!
Il giovane ricco citato nel vangelo aveva osservato volentieri la legge fin dalla fanciullezza e con ciò avrebbe dovuto anche avere la vita eterna. Però gli sembrava di non averla ancora. Per questo venne da Me e domandò che cosa avrebbe dovuto fare per raggiungere la vita eterna. Ed Io dissi: “Osserva i comandamenti!”. Egli però ribadì di aver fatto ciò già dalla fanciullezza! Al che gli dissi: “Se vuoi di più, vendi i tuoi beni, distribuisci il ricavato fra i poveri, poi vieni e seguimi, e allora i tesori del Cielo saranno a tua disposizione!”.

Vedi, questo Io lo dico ora a ciascuno: “Chi vuole avere molto da Me, deve sacrificarmi anche molto; chi però vuole tutto, vale a dire Me stesso, costui deve anche sacrificarmi tutto, affinché noi diveniamo una cosa sola”.

 

Messaggio di Gesù

Fonte: il mistico Jakob Lorber scrive una lettera al suo amico Johannes Busch per certe questioni, ma ad un certo punto il Signore prende la parola e tramite la mano di Lorber rivolge a Busch quanto sopra trascritto.
 

 

 

02. Povero, povero, sono diventato povero! E ora che faccio?

 

3. I poveri non devono elemosinare davanti alla porta del ricco, dove sperimentano la sorte dei cani estranei, e il loro cuore viene volto a tristezza e amarezza. Essi invece devono solo venire da Me con ferma fiducia, e Io li ristorerò tutti quanti. Voglio dar da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, vestire gli ignudi, guarire i malati; lo zoppo dovrà saltare come un cervo, il lebbroso sarà mondato, il cieco vedrà, il sordo udrà e il debole voglio renderlo più forte di un leone. Il timoroso sarà più coraggioso di un puledro, e il vecchio troverà riposo. Il povero è il Mio fratello più prossimo; Io provvedo per lui. Egli dunque non deve lasciarsi profanare dai cani; poiché i ricchi del mondo sono fratelli di Satana e figli dell’Inferno.

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Il Governo dei Figli di Dio" di Jakob Lorber - vol.1, cap.2

03. Costui è troppo povero e miserabile, che aspetta Dio per aiutarlo?

 

1. [...] Uno dei settanta della compagnia di lavoratori disse: «Oh, come si sta bene qui! Non ci manca né il migliore nutrimento per l’anima, né quello eccellente per il corpo! Come siamo felici! Oh, sarebbe bello che tutti coloro che si trovano senza loro colpa nella più nera miseria, come era il nostro caso, potessero pervenire ad una condizione tanto beata! Io vorrei che, se fosse possibile, venisse dato aiuto spirituale e materiale a chiunque è sofferente in qualche maniera!»
2. Ed Io [Gesù] osservai: «Amico Mio, tutto sarebbe possibile, ma per moltissime sagge ragioni non tutto è opportuno o consigliabile, perché vi è una grande quantità di gente molto misera e affetta da ogni tipo di male alla quale, seguendo gli impulsi del tuo cuore, certo molto gradito a Me, vorresti volentieri venire in aiuto; sennonché, quando tu, secondo migliore conoscenza e coscienza, fossi venuto in suo soccorso, tale gente non ne avrebbe tratto assolutamente alcun vantaggio, anzi il tuo aiuto avrebbe ottenuto l’effetto precisamente contrario!
3. È quindi certo molto lodevole da parte tua se nel tuo attuale stato di benessere ti ricordi dei miseri e dei sofferenti, e nutri in te il desiderio di aiutarli; tuttavia non a tutti sarebbe utile l’aiuto che tu vorresti dare.
4. Vedi, nessuno meglio di Me conosce le miserie e le sofferenze degli uomini, e nessuno ha tanto Amore per loro e tanta Misericordia quanta appunto ne ho Io Stesso; però il Mio Amore e la Mia Misericordia da soli sarebbero poco utili agli uomini se con essi non cooperasse la Mia suprema Sapienza.
5. Prendiamo ad esempio le miserevolissime condizioni di una povera famiglia: essa non ha lavoro, non ha né un tetto né un mestiere, non ha pane e soffre la fame e la sete. Essa va mendicando di luogo in luogo e di casa in casa, e riesce a raggranellare giornalmente a mala pena quel tanto che, bene o male, le basta per saziarsi, mentre altri vivono negli agi e nell’abbondanza, e quando questa povera famiglia si presenta sulla soglia della loro casa per chiedere l’elemosina, essa viene bruscamente messa alla porta senza aver ottenuto nulla.
6. Senza dubbio è molto male da parte dei ricchi se si dimostrano di cuore duro verso una simile famiglia misera; e tu, sapendo di un tale comportamento duro, saresti di certo portato ad esclamare: “O gran Dio immensamente buono e potente; come puoi lasciare impunito un procedere così spietato che grida vendetta al Cielo? Oh, annienta con il fuoco e con i fulmini dai Tuoi cieli questa gente [dal cuore di pietra]!”. Ma vedi, Dio non dà ascolto ad una tua simile implorazione! Ebbene, ma perché è così?
7. Tu potresti obiettare: “Deve proprio l’assenza di amore degli uomini accrescersi su questa Terra?”. “No”, ti dico Io, “e sia lontano da tutti voi un tale pensiero!”. Però vedi: secondo i saggi decreti di Dio ogni cosa deve avere il suo tempo a questo mondo sul quale gli uomini sono chiamati a maturarsi fino a diventare Suoi veri figli! E per conseguenza il ricco ha il suo tempo per essere ricco e per esercitarsi nella misericordia verso i poveri donando loro quanto gli è in più, e il povero ha il suo tempo per esercitarsi nella pazienza e nell’abnegazione e per sacrificare al Signore le sue sofferenze e la propria miseria. E Dio poi verrà ben presto in aiuto al povero nel modo più opportuno per la salvezza della sua anima, e così pure a tempo debito non mancherà di punire il ricco di cuore duro. Infatti sia il ricco che il povero sono chiamati a diventare figli di Dio.
8. La famiglia povera, citata prima da Me come esempio, era una volta essa pure benestante, ma si era dimostrata dura di cuore verso i poveri, e per la salvezza delle loro anime si rese necessario che il periodo della sua felicità terrena venisse interrotto. Se tu d’improvviso le venissi in aiuto, essa ben presto ridiventerebbe altezzosa e prepotente, e si vendicherebbe di coloro che si fossero dimostrati duri di cuore verso di lei; quando invece avrà dato prova di essere costante nella pazienza, allora − gradatamente e il più impercettibilmente possibile − le verrà dato aiuto, e così riconoscerà la Provvidenza di Dio meglio e più chiaramente che non se si volesse farla passare dall’oggi al domani da uno stato di miseria ad uno stato di opulenza.
9. Però dal canto suo anche il ricco dimentico della Legge d’amore verrà gradatamente ridotto in condizioni più precarie; ora qua ora là si sbaglierà nelle sue speculazioni, avrà dei cattivi raccolti e le sue greggi non prospereranno; egli stesso, oppure sua moglie e i suoi 9 figli più cari si ammaleranno; detto in breve: il suo benessere verrà demolito un po’ alla volta.
10. Se egli si pentirà e riconoscerà il proprio torto, allora gli verrà nuovamente dato aiuto; ma se invece non si pentirà e non riconoscerà i propri torti, allora finirà col perdere tutto, e sarà ridotto all’elemosina od eventualmente a qualcosa di ancora più doloroso!
11. Chi poi lo consolerà nella sua miseria e lo soccorrerà, costui sarà a sua volta consolato e ricompensato da Dio; tuttavia soccorrerlo del tutto non lo potrà fare nessuno finché Dio non trovi opportuno permettere che così avvenga. Quindi tu, amico Mio, rimani pure tranquillo e di animo lieto, perché Io so benissimo quando qualcuno è maturo per venire soccorso!».

 

Messaggio di Gesù

Fonte: "Il Grande Vangelo di Giovanni" di Jakob Lorber - vol.7, cap.92