Peccato
01. Cos’è il peccato e dove si forma in noi?
«Il peccato è un atteggiamento del vostro essere che vi pone in contrasto con le leggi divine della vita. Questo atteggiamento può essere più o meno grave, ma nasce sempre da un contrasto tra il vostro egoismo e le leggi di Dio, fra i vostri desideri e quelli di Dio, fra i vostri pensieri e quelli di Dio. Il peccato nasce dalla chiusura a Dio nel profondo di voi stessi. Perché possiate comprendere questo, occorre che sappiate come funziona il vostro essere.
Siete fatti di spirito, anima e corpo. Lo spirito è il centro della vostra persona, ed è contenuto nell’anima la quale, a sua volta, è contenuta nel corpo. Quando Dio vi crea, imprime nel vostro spirito le sue leggi perché siete suoi figli, creati a sua immagine e somiglianza. Nel vostro spirito agisce lo Spirito Santo che vi mantiene in vita, mediante una continua trasmissione di impulsi, che sono potenti vibrazioni. Attraverso questi impulsi, egli vi ricorda continuamente che siete figli di Dio, vi comunica i desideri e i pensieri divini a vostro riguardo, vi aiuta a comprendere le leggi divine impresse in voi. Perciò, il vostro spirito conosce le leggi di Dio e ciò che gli è gradito; esso trasmette questa conoscenza all’anima, anche in questo caso sotto forma di impulsi, ovvero di vibrazioni. L’anima li assimila e li rielabora mediante il suo intelletto, fino a formare un suo pensiero, capace di determinare i vostri orientamenti, le vostre convinzioni, le vostre scelte. Gli impulsi provenienti dallo spirito e rielaborati dall’anima, vengono da questa trasmessi al cervello per essere manifestati all’esterno attraverso le parole e le azioni. Così il corpo diviene uno strumento prezioso che manifesta, nella realtà in cui vivete, la vostra identità e la vita divina racchiusa in voi.
Lo Spirito Santo trasmette al vostro spirito tutto ciò che occorre per il funzionamento della vostra vita, sia a livello spirituale che fisico, perché le leggi di Dio regolano anche le funzioni vitali del vostro corpo, dal concepimento fino alla morte. Anche in questo caso, lo spirito trasmette all’anima gli impulsi ricevuti dallo Spirito Santo, e l’anima li trasmette al corpo, il quale è così mantenuto in vita ed è in grado di adempiere a tutte le sue funzioni. Nel continuo scambio fra il vostro spirito e lo Spirito Santo, scorre in voi vita fisica e spirituale. È un processo meraviglioso e perfetto.
Se il vostro spirito è unito allo Spirito Santo, perché amate Dio e desiderate servirlo fedelmente, ricevete in continuo impulsi potenti che vi spingono al bene; il vostro spirito si rafforza di giorno in giorno, e si apre sempre di più all’azione di Dio, si dilata per far posto alla presenza sempre più potente dello Spirito Santo. Così crescete nella comprensione interiore delle leggi divine, ed il vostro spirito trasmette all’anima impulsi chiari e forti. Anche la vostra anima si rafforza e recepisce con docilità e amore gli impulsi dallo spirito, li trasmette integri al corpo, il quale li attua in modo corretto. In questo modo siete persone sane, integre perché non ci sono ostacoli fra voi e Dio.
Ma cosa succede se rifiutate di lasciarvi guidare da Dio, se non lo amate? Succede che il vostro spirito si chiude all’azione dello Spirito Santo, e ricevete impulsi deboli. La vostra anima diviene fragile e rielabora gli impulsi con difficoltà, trasmettendo al corpo informazioni scorrette. La vostra chiusura a Dio altera lo scambio vitale fra lo Spirito Santo ed il vostro spirito, e da qui nascono i problemi spirituali, le malattie fisiche e psichiche. L’anima non è nutrita a sufficienza dagli impulsi divini, deve arrangiarsi da sola, ed elabora un suo pensiero, staccato da quello di Dio che non le consente di comprendere le leggi divine. La mancata comprensione delle leggi di Dio, porta inevitabilmente a comportamenti scorretti.
Da qui nasce il peccato. Esso ha origine nello spirito dell’uomo quando esso si chiude all’azione dello Spirito Santo, è un’incrinatura del rapporto fra voi e Dio. Ciò significa che lo spirito rifiuta di collaborare con Dio, e non lo riconosce né come Padre, né come Signore. Al contrario, se amate Dio e siete uniti a lui, il vostro spirito sta a faccia a faccia con il Creatore; egli, mediante il suo Santo Spirito, vi comunica ciò che è bene per voi ed agisce per realizzare il bene, mettendovi in condizione di partecipare alla sua azione con docilità e con il sincero desiderio di obbedire a Dio
Come si inserisce Satana in tutto questo? Egli non può vivere nello spirito dell’uomo, a meno che non sia l’uomo stesso a spalancargli le porte, liberamente ed in piena coscienza. Mi riferisco qui ai casi di autentica possessione diabolica che, per fortuna, sono rari, nei quali lo spirito dell’uomo desidera che il demonio prenda possesso di tutto il suo essere, e rifiuta completamente Dio; lo fa con piena consapevolezza. Normalmente, invece, Satana agisce dall’esterno, provocando e tentando l’essere umano là dove è più vulnerabile. Agisce in particolare sul cervello e sui sensi, affinché l’anima riceva impulsi forti dall’esterno, ne rimanga turbata e si indebolisca. Essa comincia così a girare su se stessa, entra nella paura, fino a perdere il contatto con lo spirito e, di conseguenza, con lo Spirito Santo. Come vedete, l’azione di Satana verso di voi parte dall’esterno, mentre quella di Dio parte dall’interno, cioè dallo spirito nel quale, come si è detto, nascono gli impulsi necessari alla vostra vita. L’azione interiore di Dio si combina con quella esteriore, poiché egli opera anche al di fuori dell’uomo, a favore dell’intera creazione. Chi vive in armonia con Dio, gode pienamente dei benefici della sua duplice azione, interna ed esterna.
Quando siete immersi in Dio, mediante una vita semplice e gioiosa, fatta di preghiera e di servizio a Dio e ai fratelli, tutto in voi scorre con facilità; la vita sgorga inesauribile dal profondo del vostro spirito. Satana può tentarvi e infastidirvi, ma non riesce a turbare l’armonia della vita divina in voi. Infatti, lo Spirito Santo, che è il Difensore, comunica la sua forza al vostro spirito, il quale la trasmette all’anima e questa al corpo, fino a manifestarsi all’esterno, e Satana deve allontanarsi. I grandi santi e i mistici sono stati tentati e infastiditi da Satana, in molti modi e talvolta fortemente, ma non sono mai stati sconfitti. La loro unione con Dio li ha resi invulnerabili, perché la potenza di Dio scorreva attraverso il loro spirito aperto a Dio, e fluiva in tutto il loro essere, ricacciando indietro il nemico. Anche voi potete arrivare a questo, perché l’azione di Dio è presente in ciascuno di voi, ugualmente come nei santi e nei mistici. Dio non fa preferenze, tutti siete suoi figli, a tutti è data la stessa parte di eredità, ma spetta a voi farla fruttare.
Il peccato è un’esperienza sempre dolorosa per l’uomo perché lascia delle conseguenze, proprio come accade in alcune malattie fisiche. Se vi pentite sinceramente, Dio vi perdona, ma questo non significa che siano automaticamente cancellate tutte le conseguenze. Se, ad esempio, avete commesso un’azione cattiva contro qualcuno e vi pentite, ricevete sì il perdono ma rimane la sofferenza in coloro che avete offeso; questa sofferenza potrebbe persino passare alle generazioni future. Pensate, ad esempio, ai casi di omicidio: molte volte i figli delle vittime subiscono traumi immensi che non riescono a superare, e neppure giungono a perdonare; così, la loro sofferenza si estende su intere generazioni, provocando odio e vendette.
Ricordate sempre che ogni violazione delle leggi divine, comporta delle conseguenze per voi e per il prossimo, e si riversa indirettamente sull’intera umanità, poiché nessun uomo è isolato dai suoi simili, e l’umanità è come una grande famiglia; il comportamento di un membro influenza gli altri, che lo si voglia o meno. Per questo il ripetersi di determinati peccati nei singoli, finisce per dar vita ad una forma di peccato collettivo, che grava sull’intera umanità, la quale risulta globalmente indebolita. Ne avete un esempio nel caso dell’aborto, uno dei più gravi peccati della vostra umanità. Questi peccati collettivi appesantiscono ciascuno di voi nel cammino spirituale, e si forma un circolo vizioso dove il peccato individuale incrementa il numero dei peccati collettivi e viceversa.
Cosa fare allora? Vi suggerisco alcuni punti importanti per la vostra riflessione e per il vostro cammino interiore.
1. Abbiate fede in Dio ed anche in me. Io sono il Redentore. Sono sceso in mezzo a voi per caricarmi dei vostri peccati e saldare così il debito immenso che avevano contratto i vostri progenitori. Essi si erano ribellati a Dio, commettendo il peccato originale. Il mio sacrificio ha placato l’ira del Padre, e vi ha aperto la strada verso un rapporto nuovo e filiale con Dio. Il mio sangue versato sulla croce è il vostro lasciapassare, è la garanzia che vi sarà dato il perdono, se lo invocate, e vi sarà garantita sempre una nuova opportunità per risorgere. È anche la protezione dal Maligno, che non può opporre nulla al mio sangue, esso è per lui una barriera insormontabile.
2. Donatemi la vostra vita e abbandonatevi a me, affinché io possa davvero aiutarvi. Infatti, se è vero che il mio sacrifico opera costantemente a vostro favore, è anche vero che i benefici della redenzione, da me operata, non possono dispiegare tutta la loro potenza, senza la vostra unione con me. Solo offrendomi la vita, voi sarete davvero uniti a me, e parteciperete pienamente alla salvezza. Io rispetto la vostra libertà e non vi costringo in alcun modo ad essere salvati; vi offro la salvezza e vi apro la strada perché la possiate raggiungere, ma non vi forzo ad accettarla. Capite questo: voi siete creature libere davanti a Dio, spetta a voi la responsabilità di scegliere se far fruttare i talenti ricevuti o sotterrarli, e questo vale anche per la salvezza. Se mi donate voi stessi e mi permettete di guidarvi, sarete una cosa sola con me, ed io vi aiuterò a non peccare, così godrete pienamente degli immensi tesori della redenzione.
3. Cercate di distinguere il peccato che deriva dal rifiuto di Dio e dal disprezzo delle sue leggi, da quello che deriva dalla vostra fragilità umana. Voi siete creature e, in quanto tali, avete un limite strutturale, che non potete superare se non con l’aiuto della grazia divina. È importante che comprendiate questa differenza per non scoraggiarvi troppo. Vi porto un esempio: un uomo sa perfettamente che non deve uccidere, perché questa è una legge impressa nel suo spirito, e volutamente uccide, sapendo ciò che fa e quale male sta provocando. Questi commette un grave peccato, perché conosceva il volere di Dio, ma deliberatamente si è opposto alla volontà divina. Un altro uomo, invece, si trova in contrasto con la legge di Dio a causa della sua debolezza: di fronte ad una difficoltà, non ha saputo superare il suo limite umano e ha reagito in modo scorretto, perché impaurito, incapace, ecc. Questi comportamenti sono frequenti nella vostra vita quotidiana: avete avuto una dura giornata, tornate a casa stanchi e ve la prendete con vostra moglie o vostro marito, figlio, ecc., reagite offendendo, attaccando, criticando. Cosa fate di solito in questi casi? Cominciate ad analizzare il vostro comportamento? Vi sentite indegni, incapaci, depressi e, infine, peccatori? Arrivate a disperare della mia misericordia? No, figli miei, non fate questo! Sappiate che io vi conosco bene, nessuno vi conosce meglio di me. Io so quando i vostri sbagli nascono da un rifiuto di Dio, o quando sono frutto della vostra fragilità. Io mi chino su di voi quando siete deboli, con immensa tenerezza vi rialzo perché vi vedo appesantiti, smarriti. Conosco la vostra condizione umana, perché l’ho presa su di me.
Quando vi accade di peccare a causa della vostra fragilità, chiedete immediatamente aiuto a Dio. Cercate il suo perdono e confidate nella sua misericordia. Egli conosce ogni cosa. Rimanete nella pace e proseguite il vostro cammino di fede, impegnandovi a migliorare per quanto possibile. Le vostre buone intenzioni valgono molto davanti a Dio, indipendentemente dai vostri limiti, perché Dio guarda la sincerità del vostro cuore più che i risultati, al contrario di quanto fanno gli uomini. Più vi affidate a Dio e vi unite a lui mediante la sincera donazione di voi stessi, più imparate a comprendere il vostro limite e ad accettarvi nella vostra condizione umana. Siate misericordiosi con voi stessi, come lo è Dio! Accettate il vostro limite con serenità e senza scoraggiarvi. Non dico di giustificare i vostri peccati ma di cominciare a guardarvi con gli occhi di Dio, che non vi condanna ma vi corregge. Perciò, cercate anche voi di correggervi senza condannarvi, questo vi aiuterà a progredire nel cammino interiore.
4. Confidate nella misericordia di Dio, ma non pensate di approfittarvene! Molti credono che la misericordia divina sia un dono che si acquista a buon mercato, quasi un atto dovuto da parte di Dio, ma non è così. Dio è sempre misericordioso verso l’umanità, e poveri voi se non lo fosse, ma questo non significa che voi possiate fare tutto ciò che vi pare, tanto poi Dio è misericordioso. Se pensate questo siete in grave errore. Ogni dono di Dio agisce in pienezza se c’è accoglienza rispettosa e sincera da parte dell’uomo, se c’è la buona volontà di mettere a frutto tale dono. Ciò significa che dovete accogliere con gratitudine la misericordia di Dio, consapevoli del fatto che essa vi impegna ancora di più a cambiare vita. Spesso sento i cristiani parlare della misericordia quasi fosse un dolcetto che Dio distribuisce qua e là, perché così deve essere, indipendentemente dall’impegno dell’uomo ad agire secondo retta coscienza. Ravvedetevi, e comprendete che la misericordia è un dono grande col quale non potete scherzare, e che va accolto con profondo rispetto.
5. Imparate a chiedere perdono al prossimo e a perdonare. Se avete offeso una persona chiedetele perdono; se le circostanze ve lo consentono, incontratela e fatele capire che vi dispiace sinceramente. Può darsi che comprenda oppure che vi respinga; in entrambi i casi, avrete fatto molto per voi stessi e per quella persona, perché avrete spezzato una spirale di rancore e di vendetta, e avrete messo in moto la potenza di Dio. Egli si incaricherà di tutto il resto, e la vostra buona volontà produrrà i suoi frutti, che li vediate o no. Il bene fatto vi ritorna sempre, se non da quella persona vi tornerà da un’altra. Dio non dimentica mai. Lo stesso vale nel caso in cui una persona vi abbia offeso e vi chieda perdono. Perdonate sempre, perché questo scioglie molti nodi e spiana la strada alla guarigione interiore vostra e di chi vi ha ferito. Lo so che sono passi difficili! Anche in questo caso, la vostra fragilità di creature vi limita. Io vi dico che è molto difficile chiedere perdono e perdonare senza l’aiuto di Dio. Le ragioni umane, le convenienze sociali, la vergogna, l’umiliazione, la percezione umana della giustizia, talvolta prevalgono e formano muri insormontabili. Ma chi confida in Dio e desidera amare le sue leggi, sarà sempre aiutato a compiere anche i passi più difficili. Dio vi sostiene in ogni vostro buon proposito! Vorrei che comprendeste che il perdono non è solo un atteggiamento lodevole o eroico, ma una legge divina che opera infallibilmente, ed è di una portata tale da porre rimedio ai mali spirituali e fisici, molti dei quali nascono proprio dall’incapacità di chiedere perdono e di perdonare.
6. Cercate di porre rimedio al male che avete procurato ad altri. In molti casi è impossibile rimediare alle situazioni create dal peccato, ma è sempre possibile impegnarsi per alleviare le conseguenze del peccato commesso. Se avete causato un danno al vostro prossimo, cercate di compiere delle azioni riparatrici, a seconda delle vostre possibilità. Non vi chiedo comportamenti eroici o al di sopra delle vostre forze, ma piccoli gesti di amore e di bontà verso la persona offesa o, se questa rifiuta, verso altre persone che vivono situazioni analoghe. Anche questo sarà di grande aiuto per voi e per quanti avete danneggiato, e sarà di grande valore davanti a Dio, che tutto sa e tutto comprende.
7. Sappiate trarre insegnamento anche dai vostri sbagli. Talvolta, il peccato commesso mette in luce una parte di voi che non avevate mai considerato; altre volte, evidenzia una chiusura del vostro spirito nei confronti di Dio. Lavorate su questo punto e chiedete aiuto allo Spirito Santo. Egli vi illuminerà, facendovi comprendere dove siete più fragili, e dove ancora opponete resistenza all’azione di Dio. Non vi scoraggiate e continuate a chiedergli la luce per migliorare. Poi offrite a Dio le fragilità ed anche le chiusure che avete riscontrato, dategli anche i vostri peccati. Dio vi guiderà perfettamente verso il superamento della vostra condizione, e farà sì che non dimentichiate la lezione che avrete appreso dai vostri sbagli. Quando siete bambini imparate a stare in piedi dopo molte cadute, memorizzate ciò che è pericoloso per il vostro equilibrio, e non cadete più. Così avviene anche nello spirito; potete imparare molto dalle vostre cadute. Questo non significa che cadere sia bello e utile; il peccato non è mai né bello né utile ma, con l’aiuto di Dio, anche uno sbaglio può essere un’opportunità di miglioramento e di crescita.
Vi ho suggerito questi sette passi, perché desidero che guardiate voi stessi nella luce di Dio. Nessuno di voi è perfetto ed è bene che accettiate umilmente di essere quello che siete, creature bisognose del mio amore. Questo però non vuol dire che dobbiate disprezzarvi o considerarvi falliti e senza speranza. Essere creature limitate non significa affatto essere creature incapaci o immeritevoli, anzi: voi valete molto agli occhi del vostro Creatore. Egli vi ha creati liberi e intelligenti, e si aspetta da voi che raggiungiate il meglio di ciò che siete; desidera che arriviate alla pienezza e alla felicità, e conta su ciascuno di voi. Non importa ciò di cui siete capaci, non importa che cosa gli altri pensino di voi, né se avete sbagliato qualcosa nella vita; agli occhi del vostro Signore conta solo il vostro amore per lui, e la vostra buona volontà di partecipare come potete alla sua opera.
Quando sono stato in mezzo a voi sulla Terra, ho incontrato molti peccatori sul mio cammino. Li ho accolti con amore, li ho perdonati, li ho guariti, li ho liberati dal male. Non li ho mai umiliati, né maltrattati, non ho fatto loro delle belle lezioni di morale, né li ho impauriti minacciando di castigarli. Al contrario, li ho sempre rialzati e ho mostrato loro la strada verso il cambiamento. A ciascuno di loro, come alla donna adultera, ho detto: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Lo stesso dico oggi a ciascuno di voi. E se nella vita capiterà anche a voi di incontrare dei peccatori, o se voi stessi vi sentirete tali, non chiudete mai la strada né a loro né a voi stessi, ma ripetete le mie parole: “Va’ e d’ora in poi non peccare più”. Cercate sempre uno spiraglio verso la luce e rivolgetevi a me. Fate questo e riceverete la luce, fate questo e vivrete.
Vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».
Messaggio di Gesù del 25 maggio 2011
Fonte: www.versolanuovacreazione.it
02. Ho peccato. Ora sono fuori dalla luce di Dio?
“Non è il peccato che più ferisce il mio Cuore… Ciò che lo manda in frantumi è che le anime non vogliono rifugiarsi in Me dopo che lo hanno commesso. […]
Vorrei anche mostrare alle anime che mai rifiuto loro la mia grazia, neppure quando sono cariche dei più gravi peccati […]. Vorrei far loro comprendere che non è per il fatto di essere in peccato mortale che devono allontanarsi da Me. […]
Sono sempre in attesa, con amore, che le anime vengano a Me! Venite! …Gettatevi tra le mie braccia! Non abbiate paura! Conosco il fondo delle anime, le loro passioni, la loro attrazione per il mondo e per i piaceri […]. Il mio Cuore è infinitamente santo, ma anche infinitamente sapiente, e siccome conosce la miseria e la fragilità umane, si china verso i poveri peccatori con misericordia infinita.
Amo le anime dopo che hanno commesso il primo peccato, se vengono a chiedere umilmente perdono. Le amo ancora, quando hanno pianto il secondo peccato e, se questo si ripete, non glielo dico un miliardo di volte, ma milioni di miliardi di volte. Le amo e le perdono sempre, e lavo nel medesimo sangue l’ultimo come il primo peccato.”
Messaggio di Gesù
Fonte: "Invito all’Amore" di Santa Josefa Menèndez
03. Ho peccato. Ora che devo fare?
Risp. A
12. Ecco, a te e ai tuoi amici e fratelli voglio indicare per nome ciò che ancora voi adorate in voi stessi: I (Inferno) - P (Passione) - R (Ragione) - T (Talento) - E (Egoismo) - GM (Gioia Maligna) - A (Attaccamento fedele ad ogni splendore mondano) - A (Ambizione mondana) - S (Sensualità) - C (Cerimoniale).
Tali amici e fratelli devono tutti ricevere il Mio paterno saluto e oggi stesso, se vogliono, devono essere aperte per loro le porte dei Cieli, che sono gli occhi del loro spirito, e oggi stesso Io voglio abitare nei loro cuori. Una cosa soltanto essi devono fare con costanza, e cioè la loro carne devono lavarla e purificarla alla fontana al cui interno c’è acqua viva, e devono prendere un bastone che è mezzo nero e mezzo bianco; lo devono spezzare a metà, e la parte nera devono gettarla sotto i piedi del mondo, e la parte bianca tenerla per sé in segno che essi hanno rotto per sempre col mondo e con la loro carne.
13. Ciò è come dire che essi devono entrare seriamente in se stessi, riconoscersi interamente e poi presentare fedelmente e sinceramente a Me, nel loro cuore, i difetti che hanno trovato. Io cancellerò la sporcizia dai loro cuori e li riempirò col fuoco del Mio Amore paterno. E così purificati essi devono poi mostrarsi al sacerdote attraverso la Confessione e nella Confessione; e subito dopo Io verrò e terrò con loro il banchetto di gioia all’altare.
14. Inoltre, aggiungi ancora che essi non devono affatto scandalizzarsi della Chiesa e nella Chiesa; infatti ogni cibo che Io raccomando, lo purifico per colui che lo vuole gustare nello spirito e nella verità, e allora egli lo deve gustare senza preoccupazione. Quello che Io do ai Miei figli è puro e non viene profanato dalla forma esteriore per coloro per i quali Io l’ho benedetto. Io benedirò il tempio, e sarà santo il luogo dove essi si troveranno; poiché Io, il vostro Padre santo, sarò in mezzo a loro là dove essi andranno, e a loro non dovrà essere torto un capello.
15. Dì pure a loro, in tutta certezza e sicurezza, che il Mio Amore li attende, e le mie braccia non le voglio chiudere se non quando tutti quanti riposeranno fra le mie braccia, dove vedranno il loro amorevolissimo Padre santo faccia a faccia, e la loro gioia non avrà mai più fine. Amen!
18. Dì ai figli che non devono burlarsi di Me, ma che devono prendere questo seriamente! Dì loro che non sono per niente un buffone, né sto a qualunque scherzo; poiché Io ho intenzioni serie con tutti, con grandi e piccoli, con giovani e vecchi, con maschi e femmine. Da Me non si fanno eccezioni.
19. Poiché, vedi, le mie creature che non sono atte a nulla, le distruggo all’istante e le anniento per l’eternità; ma anche per i miei figli ho punizioni in quantità, e voglio castigare i disubbidienti fino all’ultima goccia del loro sangue, ed essi poi riconosceranno sicuramente che Io sono per lo meno il padrone di casa, se proprio non vogliono riconoscermi come il loro santo e amorevole Padre.
20. Ma guai a coloro che non comprendono i miei paterni castighi e li interpretano falsamente! Dico ancora una volta: “Guai a loro! Costoro il Padre li scaccerà, e allora avranno a che fare col loro Dio eternamente inesorabile”. Questo dico a te, un cattivo e pigro servitore. Amen. Io, Jehova, Amen.
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" di Jakob Lorber - vol.1, cap.3
Risp. B
15. I peccatori non dovranno mangiare niente, all’infuori dell’erba della terra e del fogliame amaro di alberi magri, proprio come gli animali, essendosi abbassati al loro stesso grado mediante il peccato. E finché non avranno fatto sufficiente espiazione per i loro peccati, non dovranno azzardarsi a mangiare altra cosa, se vogliono mantenersi in vita. Tale severo trattamento è prescritto in particolare ai libidinosi, ed in special modo a quelle giovani donne che per lussuria volessero avere più spesso contatto con l’uomo. Un simile corpo lussurioso verrà afflitto dal Signore con un morbo pestilenziale; ed allora chi porterà in sé tale morbo verrà cacciato via e confinato fino agli estremi limiti del grande paese, fin là dove non cresce altro se non erba e foglie.
Messaggio del Padre
Fonte: "Il Governo della Famiglia di Dio" di Jakob Lorber - vol.1, cap.33
04. Signore, troppo grande è il mio peccato perchè mi basti l'assoluzione!
Santa Geltrude aveva fatto con fervore la confessione generale. I suoi falli le apparivano così ributtanti che, confusa della propria deformità, corse a prostrarsi ai piedi di Gesù, implorando perdono e misericordia. Il Salvatore la benedisse, dicendole: «Per le viscere della mia gratuita bontà, ti accordo il perdono e la remissione di ogni tua colpa. Ora accetta la penitenza che t'impongo: Ogni giorno, per un anno intero, farai un'opera di carità come se la facessi a me stesso, in unione all'amore con cui mi sono fatto uomo per salvarti e all'infinita tenerezza con cui ti ho perdonato i tuoi peccati».
Geltrude accettò di gran cuore; ma poi, ricordando la sua fragilità disse: «Ahimé, Signore, non m'accadrà talvolta di omettere questa buona opera quotidiana? Ed allora che dovrò fare?». Gesù insistette: «Come potrai ometterla se è cosa così facile? Io non ti chiedo che un solo passo offerto a tale intenzione, un gesto, una parola affettuosa al prossimo, un accenno caritatevole ad un peccatore, o ad un giusto. Non potrai tu, una volta al giorno, alzare da terra una paglia, o dire un Requiem per i defunti? Ora di uno solo di questi atti sarà pago il mio Cuore».
Consolata da queste dolci parole, la Santa domandò a Gesù se altri ancora potessero aver parte a tale privilegio, compiendo la stessa pratica. «Sì» rispose Gesù. «Ah! quale dolce accoglienza farò, alla fine dell'anno, a coloro che avranno coperto con atti di carità la moltitudine dei loro falli!».
Messaggio di Gesù
Fonte: Rivelazioni di S.Geltrude - Libro IV, cap.7
05. Non ho falle vado ogni giorno a messa e faccio sempre il rosario!
"Nella coscienza di ogni persona esistono macchie oscure nelle quali la Luce della Mia Presenza non viene riconosciuta e perciò non può brillare. Questa possibilità esiste finché operi a livello terreno. Ma non deve essere così, se Mi permetti di inondare la tua coscienza con la Mia grande Luce dell’Amore e della Comprensione.
Tu vieni da Me in tempi di silenzio, quando le candele bruciano tranquillamente. Io ti dico delle parole di Verità che illuminano per te l’oscurità e la tua anima risponde. Ma quando le luci dell’altare sono consumate, e tu riprendi il tuo lavoro, devi portare avanti la luce che hai ricevuto e il suo splendore cadrà su tutti coloro che incontri sul tuo cammino.
Così queste macchie oscure nella tua coscienza diminuiscono sempre più e tu cresci giornalmente nella vera Magnificenza della Mia Presenza e sei in grado di fare l’opera che Io ti ho assegnato".
Messaggio dell'Amore
Fonte: "La Voce del Maestro" di Eva-Bell Weber
