Confessione
01. Ecco ho fatto tutto, finalmente mi sono confessato!
Risp. A
Tutti gli Israeliti uscirono materialmente dall’Egitto, ma non tutti ne uscirono con il cuore; ecco perché, nel deserto, molti di essi rimpiangevano le cipolle e la carne d’Egitto.
Allo stesso modo ci sono dei peccatori che escono materialmente dal peccato, ma non ne abbandonano l’affetto: ossia, fanno il proposito di non peccare più, ma si privano e si astengono dai piaceri del peccato con una certa malavoglia e con rimpianto; il loro cuore rinuncia al peccato e se ne allontana, ma non per questo smette di volgersi in continuazione da quella parte, come la moglie di Lot verso Sodoma.
Si tengono lontani dal peccato come fanno i malati con i cocomeri quando il medico li ha minacciati di pericolo di morte se ne dovessero mangiare; ci stanno male a non poterne mangiare, ne parlano e mercanteggiano la possibilità di superare il divieto, almeno per assaggiarne, e giudicano fortunati quelli che possono mangiarne.
Fanno la stessa cosa quei penitenti deboli e fiacchi che si astengono un po’ dal peccato, a malincuore; vorrebbero poter peccare senza andare all’inferno, parlano con rimpianto e compiacimento del peccato e giudicano fortunati quelli che lo fanno. Un uomo deciso a vendicarsi, cambierà proposito nella confessione, ma subito dopo lo trovi tra gli amici, felice di poter parlare della sua lite: e dice che, se non fosse per il timor di Dio, farebbe questo e quest’altro, e aggiunge che, su questo punto, la legge di Dio, che impone il perdono, è molto dura; volesse Dio che fosse permesso vendicarsi!
Chi non vede che questo tizio, anche se legalmente fuori dal peccato, è ancora tutto preso dall’affetto al peccato e, mentre fisicamente è uscito dall’Egitto, vi abita ancora con il desiderio, bramandone le carni e le cipolle. Lo stesso si dica di quella donna che, dopo aver detestato i suoi amori perversi, si compiace di essere civetta e ricercata. Tale gente è in grande pericolo!
Filotea, poiché vuoi dare inizio alla vita devota, non deve bastarti di abbandonare il peccato, ma devi sbarazzare il tuo cuore da tutti gli affetti legati al peccato; perché, oltre al pericolo di ricadere, questi miserabili affetti renderebbero perpetuamente malato e intorpidito il tuo spirito, a tal punto che non riuscirebbe a compiere il bene con prontezza, diligenza e di frequente. Mentre proprio in questo consiste l’essenza della devozione.
Le anime uscite dallo stato di peccato, ma che hanno ancora questi affetti e debolezze, io le assomiglio alle ragazze che hanno un colore pallido: non sono malate, ma tutto il loro comportamento è da malati: mangiano senza gusto, dormono senza riposare, ridono senza gioia, si trascinano invece di camminare; allo stesso modo tali anime fanno il bene con una tale stanchezza spirituale, che tolgono ogni grazia ai loro esercizi di pietà, che poi, oltre tutto, sono pochi di numero e poveri di risultati.
Messaggio di S.Francesco di Sales
Fonte: “Filotea” di S.Francesco di Sales, cap.VII
Risp. B
[…] La contrizione, per piccola che sia, se è sincera, e soprattutto se congiunta alla forza dei Sacramenti, ci purifica sufficientemente dal peccato; se poi la contrizione è profonda e travolgente, ci purifica anche da tutti gli affetti che derivano dal peccato.
Un odio e un astio debole e fiacco ci permette di sopportare, anche se di malanimo, colui che odiamo; se poi ci è possibile, ne stiamo lontani; ma se il nostro odio è mortale e violento, non solo fuggiamo e troviamo insopportabile colui che odiamo, ma ci ripugna e non possiamo soffrire nemmeno la compagnia di coloro che la pensano come lui, dei suoi amici, dei suoi parenti. Non sopportiamo nemmeno la vista del suo ritratto e delle cose che gli appartengono.
Similmente, se il penitente odia il peccato solo leggermente, benché sinceramente, è vero che fa il proposito di non peccare più, ma non è come quando lo odia con una contrizione forte e vigorosa; in tal caso, non solo detesterà il peccato, ma anche tutti gli affetti, le conseguenze e i sentieri del peccato.
E’ per questo, Filotea, che dobbiamo rendere la nostra contrizione e il pentimento più profondi possibile, perché tutto ciò che appartiene al peccato sia travolto. Così fece la Maddalena che, convertendosi, perse talmente il gusto del peccato e dei piaceri che non ci pensò più; e Davide, che protestava di odiare non soltanto il peccato, ma anche le sue vie e i suoi sentieri: questo è il ringiovanimento dell’anima, che lo stesso Profeta paragona a quello dell’aquila che muta le penne.
Messaggio di S.Francesco di Sales
Fonte: “Filotea” di S.Francesco di Sales, cap.VIII
02. Se un prete che non concede l'assoluzione, non per questo il peccatore non sarà perdonato!
1. [...] Tra una confessione con la quale vengono rimessi i peccati nella chiesa romana – ed una confessione nella quale un uomo purificato – attraverso la Mia viva Parola e battezzato con lo Spirito Santo – si mostra a qualche prete solo a causa del culto esteriore, vi è una differenza ampia quanto un cielo.
2. Infatti nel primo caso viene commessa un’azione che nella Scrittura non viene ordinata in nessuna parte per la presunta remissione dei peccati. Nel secondo caso invece il peccatore è già da tempo completamente purificato ed ha da mostrarsi solo a qualche prete ragionevole; questo mostrarsi può anche proprio consistere in una specie di confessione, nella quale colui che si è
presentato può indicare al prete in cosa, come e quando egli ha peccato e da quando ha abbandonato completamente questi peccati attraverso la Mia Grazia e non li ha più commessi.
3. Il prete ragionevole gli impartirà poi anche la solita assoluzione esteriore, secondo la quale colui che si mostra in questo modo può ricevere la comunione secondo il culto, per soddisfare le richieste esteriori della chiesa nella quale egli si trova.
4. Ma si intende da sé che se qualcuno si imbattesse in un prete sciocco che gli volesse rifiutare l’assoluzione, ci si deve allontanare da lui e precisamente con la migliore coscienza. Infatti a chi Io Stesso rimetto i peccati, a costui essi sono già rimessi, anche se dovessero trattenerglieli mille preti!
5. Colui al quale è stata negata l’assoluzione non deve farsi nessuno scrupolo a causa della Comunione! Perché chi porta Me Stesso nello spirito dell’Amore, Grazia e Misericordia nel cuore, costui può pienamente rinunciare con facilità al culto della Comunione prettamente esteriore!
Messaggio di Gesù
Fonte: “Doni del Cielo” di Jakob Lorber - vol.3, cap.384
03. La vera remissione delle colpe si ha non tanto con una confessione sacramentale, quanto con un vero pentimento che proviene dal cuore... quando capisci di avere sbagliato e non ripeti più l'errore!
6. Il mezzo migliore per la remissione dei peccati è di non commetterli più, ma di quelli commessi pentirsene veramente, dare in compenso l’elemosina ai poveri per amore per Me e perdonare di cuore tutti i propri nemici e pregare per loro nello spirito e nella verità.
Infatti se uno si pente di aver peccato, allora spiace anche a Me il fatto di averlo voluto punire per questo. Ma l’elemosina copre lo stesso la maggior parte dei peccati. E a colui che perdona, sarà anche perdonato, avesse egli tanti peccati quanti granelli di sabbia vi sono nel mare e fili d’erba sulla terra!
7. Questi sono dunque gli unici mezzi attraverso i quali ogni peccatore senza alcuna confessione può ottenere la remissione dei peccati, e del resto non ne esistono altri!
8. Ma se qualcuno in questo modo ha ottenuto da Me la giusta e l’unica valida remissione dei peccati, avendo soddisfatto le prescritte condizioni evangeliche attivamente nello spirito e nella verità, allora egli si può mostrare se lo vuole, per amore del culto esteriore, ad un prete ragionevole. Come “condizione per la beatitudine” questo Consiglio, però, non ha alcun valore! Ma esso vi è dato unicamente affinché voi, attraverso la sua osservanza
completamente innocua, possiate cavarvela tanto più incontestati nelle vostre relazioni terrene!
9. Voi potete fare tutto ciò che richiede il culto esteriore, per non dare a nessuno un qualsiasi scandalo. Infatti questi sono i segni della rinascita del vostro spirito, in modo che anche voi potete attaccare i serpenti e scorpioni di questo tempo ed essi non vi danneggeranno, e se anche doveste bere il calice avvelenato (cioè ascoltare la dottrina di Babele) il veleno non vi turberà.
Messaggio di Gesù
Fonte: “Doni del Cielo” di Jakob Lorber - vol.3, cap.384